
Il Bundestag tedesco ha pubblicato una versione aggiornata della sua riforma di lunga data della Legge sulla Polizia Federale, con una data di entrata in vigore prevista per il 15 luglio 2026. Il disegno di legge, presentato per la prima volta alla fine del 2025, è stato modificato in commissione ed è ora pronto per la lettura finale dopo mesi di audizioni di esperti e negoziazioni politiche.
Secondo il testo rivisto, la Bundespolizei otterrebbe poteri più ampi per effettuare controlli preventivi di identità “indipendenti dalla localizzazione” nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti e in una zona di 30 chilometri lungo i confini esterni dell’UE in Germania. Per la prima volta, gli agenti potrebbero anche richiedere direttamente ordini di custodia per trattenere migranti irregolari in attesa di espulsione, una procedura che attualmente richiede l’intervento delle autorità statali.
Il Ministero dell’Interno sostiene che queste modifiche sono essenziali per combattere le reti organizzate di traffico di migranti, le minacce dei droni intorno agli aeroporti e l’aumento dei documenti di viaggio falsificati. Tuttavia, gruppi per le libertà civili e alcune forze della coalizione di governo restano scettici. I deputati dei Verdi e della Sinistra avvertono che la rimozione dei cosiddetti “ricevute di controllo”, l’uso limitato delle body-cam e l’assenza di una clausola esplicita contro il profiling potrebbero portare a controlli discriminatori a campione. Anche le ONG per i diritti digitali mettono in dubbio la proporzionalità della prevista “Quellen-Telekommunikationsüberwachung” (sorveglianza delle telecomunicazioni alla fonte), che consentirebbe l’infiltrazione remota dei dispositivi mobili.
Per i datori di lavoro e i responsabili della mobilità internazionale, il disegno di legge ha due implicazioni dirette. Primo, i viaggiatori d’affari che entrano in Germania—soprattutto in treno o in auto da Stati Schengen vicini—dovranno aspettarsi controlli più frequenti e improvvisi alle frontiere e nelle zone di sicurezza. I dipendenti che trasportano dati riservati su dispositivi aziendali potrebbero inoltre essere soggetti a poteri di perquisizione forense ampliati. Secondo, il processo semplificato di custodia per espulsione probabilmente ridurrà i tempi a disposizione delle aziende per regolarizzare la posizione di lavoratori distaccati che superano la durata consentita o perdono l’autorizzazione al lavoro.
Si consiglia quindi ai team HR di rafforzare i controlli interni di conformità e di assicurarsi che ogni cittadino di paesi terzi inviato in Germania viaggi sempre con prova dello status di residenza e dell’assicurazione sanitaria. Il disegno di legge tornerà ora in aula per la seconda e terza lettura dopo la pausa estiva. Se approvato senza modifiche, la maggior parte delle disposizioni—including le nuove regole sulla detenzione—entrerà in vigore sei mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale Federale, lasciando alle aziende un breve periodo di transizione per adeguare le proprie politiche di mobilità.
Secondo il testo rivisto, la Bundespolizei otterrebbe poteri più ampi per effettuare controlli preventivi di identità “indipendenti dalla localizzazione” nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti e in una zona di 30 chilometri lungo i confini esterni dell’UE in Germania. Per la prima volta, gli agenti potrebbero anche richiedere direttamente ordini di custodia per trattenere migranti irregolari in attesa di espulsione, una procedura che attualmente richiede l’intervento delle autorità statali.
Il Ministero dell’Interno sostiene che queste modifiche sono essenziali per combattere le reti organizzate di traffico di migranti, le minacce dei droni intorno agli aeroporti e l’aumento dei documenti di viaggio falsificati. Tuttavia, gruppi per le libertà civili e alcune forze della coalizione di governo restano scettici. I deputati dei Verdi e della Sinistra avvertono che la rimozione dei cosiddetti “ricevute di controllo”, l’uso limitato delle body-cam e l’assenza di una clausola esplicita contro il profiling potrebbero portare a controlli discriminatori a campione. Anche le ONG per i diritti digitali mettono in dubbio la proporzionalità della prevista “Quellen-Telekommunikationsüberwachung” (sorveglianza delle telecomunicazioni alla fonte), che consentirebbe l’infiltrazione remota dei dispositivi mobili.
Per i datori di lavoro e i responsabili della mobilità internazionale, il disegno di legge ha due implicazioni dirette. Primo, i viaggiatori d’affari che entrano in Germania—soprattutto in treno o in auto da Stati Schengen vicini—dovranno aspettarsi controlli più frequenti e improvvisi alle frontiere e nelle zone di sicurezza. I dipendenti che trasportano dati riservati su dispositivi aziendali potrebbero inoltre essere soggetti a poteri di perquisizione forense ampliati. Secondo, il processo semplificato di custodia per espulsione probabilmente ridurrà i tempi a disposizione delle aziende per regolarizzare la posizione di lavoratori distaccati che superano la durata consentita o perdono l’autorizzazione al lavoro.
Si consiglia quindi ai team HR di rafforzare i controlli interni di conformità e di assicurarsi che ogni cittadino di paesi terzi inviato in Germania viaggi sempre con prova dello status di residenza e dell’assicurazione sanitaria. Il disegno di legge tornerà ora in aula per la seconda e terza lettura dopo la pausa estiva. Se approvato senza modifiche, la maggior parte delle disposizioni—including le nuove regole sulla detenzione—entrerà in vigore sei mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale Federale, lasciando alle aziende un breve periodo di transizione per adeguare le proprie politiche di mobilità.
Fonte: Deutscher Bundestag
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