
La Corte Suprema dell’India esaminerà oggi (20 luglio 2026) il ricorso del Governo centrale contro un’ordinanza della Corte d’Appello di Delhi che ha annullato il contratto di outsourcing per i servizi consolari, passaporti e visti (CPV) ad Abu Dhabi, Kuwait, Singapore e Canberra. Il 15 luglio, la Corte d’Appello ha invalidato l’assegnazione ad Alhind Tours & Travels, definendo la valutazione “arbitraria” e poco attenta alle preoccupazioni di sicurezza nazionale. Secondo il Ministero degli Affari Esteri (MEA), la sentenza ha già causato disagi nelle iscrizioni biometriche, nel rinnovo dei passaporti e nell’elaborazione delle richieste di Overseas Citizen of India (OCI) per milioni di indiani all’estero. Il Procuratore Generale Tushar Mehta ha riferito alla Corte Suprema che i servizi sono “quasi non funzionanti” e che la selezione di un nuovo fornitore potrebbe richiedere mesi, a meno che l’ordinanza della Corte d’Appello non venga sospesa. Le aziende indiane con grandi risorse umane negli Emirati Arabi Uniti, in Australia, Kuwait e Singapore affrontano problemi immediati di mobilità: i dipendenti potrebbero non riuscire a rinnovare i passaporti necessari per l’estensione dei permessi di lavoro, mentre i familiari potrebbero vedere a rischio la scuola e l’assicurazione medica legate alla validità del visto. Alcune aziende hanno già iniziato a inviare il personale in missioni alternative (ad esempio Dubai o Sydney) per le procedure biometriche urgenti, aumentando costi e complessità logistica. Il caso solleva anche questioni più ampie sulla governance dell’aggressivo outsourcing indiano di servizi consolari ad alto volume a fornitori privati. Gli esperti di sicurezza sostengono che le valutazioni delle offerte debbano bilanciare il prezzo con standard di cybersicurezza, controlli sulla sovranità dei dati e profondità del personale per evitare il rischio di fallimento di un singolo fornitore. Fonti interne al MEA riferiscono che è in preparazione un nuovo modello di gara globale con criteri tecnici più rigorosi, ma potrebbe richiedere un anno per essere finalizzato. Se la Corte Suprema concederà una sospensione temporanea, i servizi potrebbero riprendere con l’attuale fornitore fino al completamento di una nuova gara; in caso contrario, i cittadini indiani all’estero potrebbero affrontare ritardi prolungati. I responsabili della mobilità dovrebbero consigliare ai dipendenti di verificare quotidianamente la disponibilità degli appuntamenti, prevedere tempi più lunghi per il rinnovo dei passaporti ed esplorare opzioni come l’e-Visa o il certificato di emergenza, dove possibile.
Fonte: The Daily Pioneer
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