
L’unità UK Visas and Immigration (UKVI) del Home Office ha pubblicato nuove linee guida rivolte a tutti i titolari di visto, possessori di eVisa e visitatori con Electronic Travel Authorisation (ETA), invitandoli a verificare che il vettore possa confermare il loro status prima di volare verso il Regno Unito. Il comunicato, datato 23 luglio 2026, spiega che compagnie aeree, operatori di traghetti e ferrovie effettuano ora controlli automatici sul sistema governativo di “permesso di viaggio”; se i dati della prenotazione del passeggero non corrispondono a quelli presenti nell’account UKVI o nel database ETA, l’imbarco può essere negato.
Le linee guida illustrano i passaggi pratici: i viaggiatori con eVisa digitale sono invitati ad accedere al proprio account UKVI, aggiornare eventuali nuovi dati del passaporto e generare un codice di condivisione (share-code) qualora il sistema della compagnia non riconosca automaticamente il loro profilo. Chi possiede ancora documenti cartacei (ad esempio, una vignetta più vecchia o un visto delle Crown Dependencies emesso prima del 1° luglio 2026) deve presentare il documento al check-in insieme a un passaporto valido.
La pagina ricorda inoltre ai cittadini con doppia nazionalità britannica di viaggiare preferibilmente con passaporto britannico o irlandese e indica prove alternative accettabili in casi di emergenza. Per i vettori, il messaggio è chiaro: sono responsabili di far salire a bordo solo passeggeri con documenti in regola e devono contattare il Carrier Support Hub del governo in caso di dubbi. Le multe per il trasporto di passeggeri senza documentazione corretta sono state raddoppiate a febbraio, spingendo la maggior parte delle compagnie a rafforzare i controlli sui documenti.
Queste nuove indicazioni ufficializzano quindi le pratiche operative e spostano la responsabilità sui viaggiatori, che devono mantenere aggiornati e corretti i propri dati digitali. Dal punto di vista della mobilità aziendale, è un campanello d’allarme per i mobility manager: assegnati in trasferta che cambiano passaporto dopo il rinnovo, laureati il cui status è passato da BRP a eVisa, titolari del EU Settlement Scheme con carte d’identità modificate devono aggiornare in tempo reale i dati nel loro account UKVI. In caso contrario, rischiano voli persi, ritardi nei progetti e costose riprenotazioni dell’ultimo minuto.
Le aziende sono invitate a inserire un “audit dell’account UKVI” nelle checklist pre-viaggio e a formare il personale su come generare share-code tramite smartphone in aeroporto. A lungo termine, le linee guida rafforzano la spinta del governo verso un confine completamente digitale: con la progressiva eliminazione dei documenti cartacei e l’entrata in vigore dell’ETA universale a novembre, lo status digitale sarà sempre più determinante per il check-in. Le aziende che non hanno ancora integrato i controlli di verifica dello status nei processi di approvazione dei viaggi potrebbero presto scoprire che il confine inizia già dallo strumento di prenotazione, non più solo al controllo immigrazione.
Le linee guida illustrano i passaggi pratici: i viaggiatori con eVisa digitale sono invitati ad accedere al proprio account UKVI, aggiornare eventuali nuovi dati del passaporto e generare un codice di condivisione (share-code) qualora il sistema della compagnia non riconosca automaticamente il loro profilo. Chi possiede ancora documenti cartacei (ad esempio, una vignetta più vecchia o un visto delle Crown Dependencies emesso prima del 1° luglio 2026) deve presentare il documento al check-in insieme a un passaporto valido.
La pagina ricorda inoltre ai cittadini con doppia nazionalità britannica di viaggiare preferibilmente con passaporto britannico o irlandese e indica prove alternative accettabili in casi di emergenza. Per i vettori, il messaggio è chiaro: sono responsabili di far salire a bordo solo passeggeri con documenti in regola e devono contattare il Carrier Support Hub del governo in caso di dubbi. Le multe per il trasporto di passeggeri senza documentazione corretta sono state raddoppiate a febbraio, spingendo la maggior parte delle compagnie a rafforzare i controlli sui documenti.
Queste nuove indicazioni ufficializzano quindi le pratiche operative e spostano la responsabilità sui viaggiatori, che devono mantenere aggiornati e corretti i propri dati digitali. Dal punto di vista della mobilità aziendale, è un campanello d’allarme per i mobility manager: assegnati in trasferta che cambiano passaporto dopo il rinnovo, laureati il cui status è passato da BRP a eVisa, titolari del EU Settlement Scheme con carte d’identità modificate devono aggiornare in tempo reale i dati nel loro account UKVI. In caso contrario, rischiano voli persi, ritardi nei progetti e costose riprenotazioni dell’ultimo minuto.
Le aziende sono invitate a inserire un “audit dell’account UKVI” nelle checklist pre-viaggio e a formare il personale su come generare share-code tramite smartphone in aeroporto. A lungo termine, le linee guida rafforzano la spinta del governo verso un confine completamente digitale: con la progressiva eliminazione dei documenti cartacei e l’entrata in vigore dell’ETA universale a novembre, lo status digitale sarà sempre più determinante per il check-in. Le aziende che non hanno ancora integrato i controlli di verifica dello status nei processi di approvazione dei viaggi potrebbero presto scoprire che il confine inizia già dallo strumento di prenotazione, non più solo al controllo immigrazione.
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