
Nelle prime ore del 28 luglio 2026, un volo charter con a bordo circa 30 cittadini afghani è decollato dall’aeroporto di Lipsia/Halle diretto a Kabul, scatenando la più grande manifestazione contro le deportazioni vista in Germania quest’anno. Secondo il Ministero dell’Interno della Sassonia, tutti i passeggeri erano stati condannati per reati gravi o ripetuti in Germania, inclusi crimini violenti e legati al terrorismo. Il Ministro dell’Interno Armin Schuster ha difeso l’operazione, sostenendo che «la sicurezza pubblica prevale su qualsiasi interesse di soggiorno per i colpevoli di reati gravi». Circa 250 attivisti si sono radunati nel terminal nella tarda serata di lunedì, scandendo slogan come «No alle deportazioni verso i talebani» e accusando il governo federale di trattare «accordi sporchi» con i governanti di fatto dell’Afghanistan. La protesta è rimasta pacifica, ma ha richiesto un massiccio dispiegamento di polizia; gli agenti hanno transennato l’area partenze e hanno scortato i detenuti da un ingresso laterale per evitare scontri diretti. Il volo evidenzia la linea più dura del cancelliere Merz sull’immigrazione irregolare, nota come «Migrationswende», che combina controlli di frontiera più severi, una riforma della legge sull’immigrazione qualificata per attrarre lavoratori specializzati e un’accelerazione delle espulsioni di stranieri condannati. I critici sostengono che i rimpatri in Afghanistan violino gli impegni tedeschi in materia di diritti umani, dato il passato dei talebani. Juliane Nagel, deputata della Sinistra dalla Sassonia, ha definito l’espulsione «vergognosa», sottolineando che gli osservatori indipendenti continuano a considerare Kabul non sicura per i rimpatriati, indipendentemente dal loro passato criminale. I responsabili della mobilità aziendale stanno monitorando attentamente la situazione. Sebbene le deportazioni riguardino un gruppo di migranti diverso, la stretta generale porta spesso a controlli più rigorosi su visti di lavoro e permessi di soggiorno negli aeroporti tedeschi, causando talvolta disagi ai viaggiatori legittimi. Alcune multinazionali con personale afghano in missioni temporanee in Germania hanno già richiesto briefing legali per rassicurare i dipendenti che la stretta non coinvolge i titolari di visti regolari. Gli analisti politici prevedono che i voli di deportazione continueranno. Il Ministero dell’Interno federale ha stanziato fondi per almeno sei charter aggiuntivi entro fine anno, con possibili nuovi punti di partenza a Francoforte e Monaco. Le aziende che dipendono dai viaggi d’affari tramite Lipsia/Halle potrebbero dover predisporre piani di emergenza nelle notti in cui sono previste operazioni di espulsione, poiché alcune aree del terminal potrebbero essere chiuse per motivi di sicurezza.
Fonte: ARD tagesschau