
Questa settimana è entrato in funzione, in modo discreto, un centro di accoglienza temporaneo per un massimo di 350 richiedenti asilo uomini soli, allestito in un ex edificio per uffici su Avenue Beaulieu, al confine tra i comuni di Auderghem e Watermael-Boitsfort, nel sud-est di Bruxelles. L’apertura, confermata per la prima volta in una discussione del 30 luglio 2026 su r/Brussels, rappresenta l’ultimo tentativo dell’agenzia federale Fedasil e dell’ONG BelRefugees di alleviare la cronica carenza di alloggi per richiedenti protezione internazionale in Belgio. L’edificio, concesso in affitto gratuito dai proprietari AG Real Estate e dal costruttore Atenor in cambio di agevolazioni fiscali, sarà operativo per “circa tre anni” mentre si definiscono i piani per una futura conversione residenziale. Secondo i documenti progettuali depositati presso la Regione di Bruxelles-Capitale, i residenti potranno rimanere fino a 90 giorni prima di essere trasferiti in strutture a lungo termine altrove. Il centro offre camere dormitorio, una mensa, spazi per consulti medici e aule per corsi di lingua, ma non dispone di un’area dedicata a donne o famiglie, da qui la politica riservata esclusivamente agli uomini. Le autorità locali lamentano di essere state informate con scarso preavviso. I sindaci di entrambi i comuni si sono formalmente opposti all’entità e alla durata del progetto, citando rischi legati a sicurezza, rumore, rifiuti e “stazionamento” notturno. I gruppi di residenti accusano BelRefugees di aver imposto il centro “senza una reale consultazione”, un’accusa già emersa in una controversia precedente riguardante un centro simile ad Anderlecht. Nei primi giorni di attività, i vicini hanno segnalato gruppi di residenti radunarsi all’esterno dopo il coprifuoco delle 22:00 e “controllare se le biciclette fossero chiuse a chiave”. Fedasil risponde che la struttura rispetta tutti gli standard di sicurezza e supporto sociale e sottolinea un ordine giudiziario nazionale che obbliga il Belgio a garantire l’accoglienza ai richiedenti asilo, cosa che lo Stato non è riuscito a fare per oltre 4.000 persone solo quest’anno. La commissione consultiva della Regione di Bruxelles-Capitale esaminerà il permesso di occupazione a settembre; potrebbe ridurre la durata dell’accordo o imporre condizioni più severe. Per i datori di lavoro, il centro evidenzia le difficoltà dell’infrastruttura migratoria belga: i ritardi nelle procedure allungano i tempi per i permessi di lavoro e la pressione sul mercato immobiliare fa lievitare i costi di trasferimento nella capitale. I team HR dovrebbero prevedere ritardi e preparare budget di emergenza, mentre gli specialisti in relazioni con la comunità potrebbero voler coinvolgere proattivamente i quartieri interessati per evitare danni reputazionali durante il trasferimento di personale straniero.
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