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Il Belgio riforma le norme per i lavoratori transfrontalieri in vista della scadenza di agosto

lug 29, 2026
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Il Belgio riforma le norme per i lavoratori transfrontalieri in vista della scadenza di agosto
L'Ufficio Immigrazione del Belgio (IBZ) ha silenziosamente pubblicato la prima revisione importante delle regole per i lavoratori transfrontalieri dal 1981. La circolare ministeriale, datata 27 luglio 2026, entrerà in vigore “il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale belga” – prevista nella prima metà di agosto. La riforma mira ad adeguare le pratiche belghe alle nuove realtà post-Brexit e alla crescita del lavoro ibrido, che consente a migliaia di persone di vivere in un paese e lavorare in un altro.

Attualmente, i residenti degli Stati membri confinanti dell’UE – Germania, Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi – possono spostarsi con un certificato ‘Allegato 15’ che attesta l’impiego in Belgio pur risiedendo altrove. Questo documento scomparirà a breve. I lavoratori frontalieri di questi quattro paesi avranno un periodo di tolleranza di 12 mesi per richiedere la nuova carta elettronica per lavoratori frontalieri belga o un permesso unico, qualora il loro modello di lavoro non rientri più nella definizione rigorosa di pendolarismo giornaliero o settimanale. Le aziende che continueranno a utilizzare l’Allegato 15 rischiano multe fino a 8.000 euro per lavoratore dopo il periodo di grazia.

Il Belgio riforma le norme per i lavoratori transfrontalieri in vista della scadenza di agosto


Il cambiamento è ancora più rilevante per i residenti nel Regno Unito. Dal Brexit, i pendolari britannici si trovano in una zona grigia legale. La circolare ora afferma chiaramente che i residenti UK “non potranno più entrare in Belgio con l’Allegato 15”. Dovranno richiedere un visto D per soggiorni di lunga durata presso l’ambasciata belga a Londra, ottenere un permesso unico e registrarsi presso il comune locale se la loro presenza fisica in Belgio supera i 90 giorni in un periodo di 180 giorni.

I team HR hanno poco più di un mese per identificare il personale interessato, avviare la procedura per il visto e adeguare la rendicontazione salariale, dato che gli appuntamenti per i visti a Londra sono già prenotati con sei settimane di anticipo. I datori di lavoro devono inoltre considerare le conseguenze sulla copertura della sicurezza sociale belga. La rimozione dell’Allegato 15 implica che i lavoratori frontalieri potrebbero dover versare contributi sociali in Belgio fin dal primo giorno, a meno che non dispongano di un certificato A1 che attesti la copertura nel paese d’origine. È consigliabile rivedere le clausole di parità fiscale nei contratti di distacco e valutare la necessità di notifiche LIMOSA per i viaggiatori d’affari UK occasionali che superano la soglia di 20 giorni.

Consiglio pratico: create un registro interno di tutti i dipendenti che vivono all’estero e si recano in Belgio per lavoro. Verificate se hanno diritto alla nuova carta per lavoratori frontalieri (pendolarismo rigoroso giornaliero/settimanale, residenza UE) o se devono passare a un permesso unico. Per i talenti UK, avviate subito la procedura per il visto D e prevedete tempi extra per la raccolta biometrica presso il comune belga. Il mancato rispetto delle norme potrebbe comportare il rifiuto all’ingresso in frontiera e sanzioni aziendali che, per grandi imprese, possono raggiungere cifre a sei zeri.
Fonte: Immigration Office (IBZ)

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