
Per le decine di migliaia di persone che ogni giorno si spostano dalla Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi verso il Belgio, il cambiamento è imminente. L’Ufficio Immigrazione del Ministero dell’Interno (IBZ) ha pubblicato il 27 luglio nuove normative che entreranno in vigore ad agosto, sostituendo il vecchio quadro normativo del 1981 che ancora regola il lavoro transfrontaliero. La novità principale riguarda l’eliminazione graduale del noto documento cartaceo ‘Allegato 15’. I lavoratori frontalieri dovranno ora essere in possesso di un visto D biometrico per soggiorni di lunga durata o di una carta di soggiorno belga se trascorrono più di 90 giorni ogni 180 nel paese. Chi risiede già nei quattro paesi confinanti avrà un periodo di tolleranza di 12 mesi per adeguarsi al nuovo sistema. Le regole sono più rigide per i residenti nel Regno Unito. Dopo la Brexit, i lavoratori frontalieri britannici, che prima si affidavano all’Allegato 15 per spostarsi tra Kent e Fiandre, dovranno da agosto richiedere un visto D presso l’Ambasciata belga a Londra prima di iniziare il loro prossimo turno. L’ambasciata ha segnalato un possibile sovraccarico di appuntamenti estivi, quindi i datori di lavoro sono invitati ad agire rapidamente. Perché è importante: le grandi multinazionali nella cintura logistica del Belgio – inclusi i porti di Zeebrugge e Anversa e i poli farmaceutici intorno a Liegi – dipendono fortemente da tecnici specializzati che vivono appena oltre il confine. Il nuovo requisito del visto allungherà i tempi e aumenterà i costi. I team HR dovrebbero fare un audit della forza lavoro mobile, identificare chi possiede l’Allegato 15 e programmare le richieste di visto con largo anticipo rispetto alla scadenza di luglio 2027. Diventerà inoltre essenziale il monitoraggio digitale del tempo: superare i 90 giorni senza il permesso corretto comporterà ora sanzioni sia per il lavoratore che per l’azienda ospitante belga. Un aspetto positivo della modernizzazione è che le domande saranno presentate tramite il portale unico ‘Working in Belgium’, eliminando la necessità di molteplici visite ai comuni provinciali. Una fase pilota partirà il 1° settembre, con il lancio completo previsto entro fine anno.
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