
Il parlamento tedesco ha fissato la prima lettura per il 23 settembre 2026 di una mozione dell’opposizione intitolata “Garantire efficacemente le frontiere della Germania – introdurre ora la sicurezza di confine con l’IA”. Il testo, presentato dal gruppo parlamentare AfD e pubblicato il 14 settembre, invita il governo federale a progettare un concetto a tre livelli chiamato “Digitaler Grenzschutz Deutschland (DGD)”, che combini sensori termici e a infrarossi fissi lungo le rotte note di contrabbando, droni per la sorveglianza aerea e analisi video basate su intelligenza artificiale capaci di segnalare in tempo reale movimenti irregolari oltre confine.
Secondo la proposta, le attuali strutture di comando della Bundespolizei verrebbero potenziate in un Centro di Situazione e Analisi di Confine supportato dall’IA, che alimenterebbe con dati in diretta un nuovo Centro Nazionale di Situazione di Confine, offrendo ai decisori politici una visione operativa completa. La mozione chiede inoltre al Ministero dell’Interno di elaborare una normativa che definisca le basi legali per il trattamento automatizzato dei dati, garantisca la conformità al GDPR e preveda meccanismi di supervisione umana.
Sebbene l’iniziativa provenga dall’opposizione, gli esperti di politica interna di tutti gli schieramenti riconoscono la crescente necessità di modernizzare la gestione delle frontiere, dato che i controlli, reintrodotti dal 2015, stanno diventando semi-permanenti. I sostenitori sostengono che tecnologie più intelligenti potrebbero rendere i controlli meno invasivi per i viaggiatori legittimi, permettendo ispezioni mirate basate sul rischio anziché fermate generalizzate. Tuttavia, i gruppi per le libertà civili mettono in guardia contro una “sorveglianza biometrica di massa alle frontiere” e chiedono ai legislatori di imporre rigorosi test di proporzionalità e clausole di scadenza.
Per le multinazionali con alta mobilità transfrontaliera del personale, il dibattito è da seguire con attenzione. Se adottata, anche in forma modificata, un’architettura di confine supportata dall’IA potrebbe introdurre corsie preferenziali per viaggiatori pre-verificati, simili ai programmi Registered Traveller negli aeroporti. Al contrario, l’ampliamento dei database in tempo reale potrebbe richiedere nuovi adempimenti, come la trasmissione anticipata dei dati di passeggeri o merci per i movimenti su strada.
Dopo il dibattito, la mozione sarà assegnata alla Commissione Interni, ma sono previste audizioni con gli stakeholder industriali nel corso dell’autunno. Le aziende con un’ampia forza lavoro pendolare nelle regioni di confine potrebbero voler partecipare per evidenziare esigenze operative, come tempi di elaborazione prevedibili e tutele sulla privacy dei dati, fondamentali per mantenere una mobilità lavorativa fluida all’interno dell’UE.
Secondo la proposta, le attuali strutture di comando della Bundespolizei verrebbero potenziate in un Centro di Situazione e Analisi di Confine supportato dall’IA, che alimenterebbe con dati in diretta un nuovo Centro Nazionale di Situazione di Confine, offrendo ai decisori politici una visione operativa completa. La mozione chiede inoltre al Ministero dell’Interno di elaborare una normativa che definisca le basi legali per il trattamento automatizzato dei dati, garantisca la conformità al GDPR e preveda meccanismi di supervisione umana.
Sebbene l’iniziativa provenga dall’opposizione, gli esperti di politica interna di tutti gli schieramenti riconoscono la crescente necessità di modernizzare la gestione delle frontiere, dato che i controlli, reintrodotti dal 2015, stanno diventando semi-permanenti. I sostenitori sostengono che tecnologie più intelligenti potrebbero rendere i controlli meno invasivi per i viaggiatori legittimi, permettendo ispezioni mirate basate sul rischio anziché fermate generalizzate. Tuttavia, i gruppi per le libertà civili mettono in guardia contro una “sorveglianza biometrica di massa alle frontiere” e chiedono ai legislatori di imporre rigorosi test di proporzionalità e clausole di scadenza.
Per le multinazionali con alta mobilità transfrontaliera del personale, il dibattito è da seguire con attenzione. Se adottata, anche in forma modificata, un’architettura di confine supportata dall’IA potrebbe introdurre corsie preferenziali per viaggiatori pre-verificati, simili ai programmi Registered Traveller negli aeroporti. Al contrario, l’ampliamento dei database in tempo reale potrebbe richiedere nuovi adempimenti, come la trasmissione anticipata dei dati di passeggeri o merci per i movimenti su strada.
Dopo il dibattito, la mozione sarà assegnata alla Commissione Interni, ma sono previste audizioni con gli stakeholder industriali nel corso dell’autunno. Le aziende con un’ampia forza lavoro pendolare nelle regioni di confine potrebbero voler partecipare per evidenziare esigenze operative, come tempi di elaborazione prevedibili e tutele sulla privacy dei dati, fondamentali per mantenere una mobilità lavorativa fluida all’interno dell’UE.