
Il Consiglio Federale ha confermato che la legge svizzera sul Flugpassagierdatengesetz (Passenger Name Record, PNR), a lungo dibattuta, entrerà in vigore il 1° novembre 2026, con il trasferimento operativo dei dati previsto a partire dal 1° febbraio 2027. La normativa allinea la Svizzera alle pratiche di UE e Regno Unito, che utilizzano i dati delle prenotazioni aeree per combattere terrorismo e criminalità grave.
Secondo la legge, le compagnie aeree che operano negli aeroporti svizzeri dovranno trasmettere i dati delle prenotazioni passeggeri a una nuova Unità Informazioni Passeggeri (PIU), istituita presso la Polizia Federale (fedpol). La PIU partirà con otto dipendenti, per arrivare a 30 equivalenti a tempo pieno entro il 2030, man mano che verranno collegati più voli. Otto ordinanze separate, tra cui modifiche alle sezioni nazionali del Sistema d’Informazione Schengen e al database di polizia RIPOL, sono state aggiornate per fornire il quadro giuridico necessario.
Per le compagnie aeree e i programmi di viaggio globali i tempi sono stretti: i reparti IT avranno poco più di tre mesi per garantire feed dati conformi, formati messaggi e misure di sicurezza informatica prima dell’inizio dei primi caricamenti. I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero coordinarsi con le compagnie aeree preferite per assicurarsi che convenzioni sui nomi, campi passaporto e numeri frequent flyer siano gestiti secondo le regole svizzere sulla privacy, che in alcuni punti differiscono dal GDPR europeo.
Dal punto di vista del controllo immigrazione, la PIU permetterà una profilazione del rischio più precoce dei passeggeri in arrivo, basata su itinerari, metodi di pagamento e dati di contatto. Pur essendo focalizzata sulla prevenzione della criminalità, gli operatori della mobilità prevedono un effetto positivo anche alle frontiere: i controlli avanzati riducono generalmente le ispezioni secondarie, velocizzando il flusso per i viaggiatori a basso rischio una volta che il sistema sarà consolidato.
Le aziende che trasferiscono personale in Svizzera o attraverso il Paese dovrebbero aggiornare le informative sulla privacy e informare i dipendenti che i dati PNR saranno ora condivisi con le autorità svizzere. I team HR potrebbero inoltre dover adeguare le politiche di conservazione dei dati per rispettare il limite di archiviazione di cinque anni previsto dalla nuova normativa.
Secondo la legge, le compagnie aeree che operano negli aeroporti svizzeri dovranno trasmettere i dati delle prenotazioni passeggeri a una nuova Unità Informazioni Passeggeri (PIU), istituita presso la Polizia Federale (fedpol). La PIU partirà con otto dipendenti, per arrivare a 30 equivalenti a tempo pieno entro il 2030, man mano che verranno collegati più voli. Otto ordinanze separate, tra cui modifiche alle sezioni nazionali del Sistema d’Informazione Schengen e al database di polizia RIPOL, sono state aggiornate per fornire il quadro giuridico necessario.
Per le compagnie aeree e i programmi di viaggio globali i tempi sono stretti: i reparti IT avranno poco più di tre mesi per garantire feed dati conformi, formati messaggi e misure di sicurezza informatica prima dell’inizio dei primi caricamenti. I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero coordinarsi con le compagnie aeree preferite per assicurarsi che convenzioni sui nomi, campi passaporto e numeri frequent flyer siano gestiti secondo le regole svizzere sulla privacy, che in alcuni punti differiscono dal GDPR europeo.
Dal punto di vista del controllo immigrazione, la PIU permetterà una profilazione del rischio più precoce dei passeggeri in arrivo, basata su itinerari, metodi di pagamento e dati di contatto. Pur essendo focalizzata sulla prevenzione della criminalità, gli operatori della mobilità prevedono un effetto positivo anche alle frontiere: i controlli avanzati riducono generalmente le ispezioni secondarie, velocizzando il flusso per i viaggiatori a basso rischio una volta che il sistema sarà consolidato.
Le aziende che trasferiscono personale in Svizzera o attraverso il Paese dovrebbero aggiornare le informative sulla privacy e informare i dipendenti che i dati PNR saranno ora condivisi con le autorità svizzere. I team HR potrebbero inoltre dover adeguare le politiche di conservazione dei dati per rispettare il limite di archiviazione di cinque anni previsto dalla nuova normativa.
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