
A margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, il Primo Ministro britannico Andy Burnham ha incontrato il 22 settembre la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen per rilanciare i negoziati su un programma reciproco di mobilità giovanile. L’accordo proposto consentirebbe a fino a 100.000 giovani tra i 18 e i 30 anni di vivere e lavorare senza visto nei rispettivi territori per un massimo di due anni. Secondo i funzionari UE, Bruxelles considera questo schema un prerequisito per trattative più ampie sulla partecipazione del Regno Unito alla strategia industriale “Made in Europe” e a un nuovo accordo agroalimentare. Burnham ha dichiarato ai giornalisti che “riconnettere i giovani talenti è il primo passo verso una partnership economica più profonda” e ha lasciato intendere che il Regno Unito potrebbe aumentare il precedente tetto di 50.000 posti se gli Stati membri UE rinunceranno alla richiesta di parità nelle tasse universitarie. I diplomatici prevedono la presentazione di una bozza di memorandum prima del summit UK-UE, ora previsto per novembre. Per i datori di lavoro britannici, soprattutto nei settori dell’ospitalità, della tecnologia e delle scienze della vita, una quota di mobilità giovanile amplierebbe il bacino di laureati bilingue disponibili per incarichi a breve termine e tirocini. Tuttavia, i leader della mobilità globale dovrebbero prepararsi a una competizione per i permessi e pianificare in anticipo i processi di onboarding. Il Home Office sta già consultando sull’assegnazione dei Certificati di Partecipazione tramite una lotteria biennale, simile allo schema India Young Professionals. Gli analisti politici avvertono che qualsiasi allentamento sui visti UE potrebbe riaccendere il dibattito interno sull’immigrazione, soprattutto dopo gli incidenti di questa settimana con piccole imbarcazioni. Burnham dovrà quindi presentare il programma come un “flusso di competenze” piuttosto che una “libera circolazione rivisitata”.
Fonte: Euronews
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