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La Scozia propone tre nuovi visti su misura per contrastare il calo demografico

set 19, 2026
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La Scozia propone tre nuovi visti su misura per contrastare il calo demografico
Il Governo scozzese ha utilizzato un nuovo documento politico pubblicato il 19 settembre per presentare un piano ambizioso riguardo ai poteri devoluti sull’immigrazione. Il documento, intitolato “Migrazione: sostenere il futuro dell’economia e delle comunità della Scozia”, propone tre nuovi tipi di visti a livello UK che opererebbero esclusivamente in Scozia: un visto “Scozzese” incentrato sulla persona, un progetto pilota “Visto Rurale” guidato dalla comunità per aree remote e isole, e un “Visto per Laureati Scozzesi” che consentirebbe agli studenti internazionali laureati nelle università scozzesi di lavorare fino a due anni in più dopo la scadenza del loro visto standard per laureati.

I ministri sostengono che la Scozia si trova di fronte a una bomba demografica causata dal calo delle nascite e dall’invecchiamento della forza lavoro, e che le soglie salariali nazionali e le regole di sponsorizzazione non riflettono le realtà locali del mercato del lavoro. Con la proposta del Visto Scozzese, l’idoneità verrebbe valutata in base all’età, all’istruzione e al contributo più ampio, anziché su un singolo datore di lavoro sponsor, offrendo ai titolari la libertà di cambiare lavoro e, dopo cinque anni, di stabilirsi definitivamente.

Il progetto pilota del Visto Rurale prevede che comunità designate di isole o aree remote della terraferma pubblichino offerte di lavoro difficili da coprire, valutino i candidati localmente e li raccomandino al Ministero dell’Interno, con un tetto massimo di 300 migranti per comunità in cinque anni. I migranti selezionati riceverebbero un supporto integrato da parte delle autorità locali e delle associazioni di volontariato.

La Scozia propone tre nuovi visti su misura per contrastare il calo demografico


Il Visto per Laureati Scozzesi estenderebbe i diritti di lavoro post-studio fino a due anni in più, riconoscendo che molti laureati faticano a raggiungere la soglia salariale richiesta per il visto Skilled Worker entro la finestra attuale di due anni. Questa opzione sarebbe aperta anche all’autoimpiego e consentirebbe l’ingresso dei familiari a carico. I ministri sottolineano che il programma è fondamentale, poiché Westminster prevede di ridurre il visto per laureati a 18 mesi a partire dal 2027.

L’immigrazione resta una materia riservata, quindi Holyrood non può agire unilateralmente. Tuttavia, il documento invita il Governo UK a collaborare “in partnership” su un progetto pilota, citando come esempi il Programma di Nomina Provinciale canadese e il modello di sponsorizzazione statale australiano.

I gruppi imprenditoriali hanno accolto con favore le proposte, affermando che le carenze di competenze nei settori dell’edilizia, dell’ospitalità, dell’assistenza sociale e dell’energia verde non possono aspettare una soluzione nazionale. Per i datori di lavoro il messaggio è chiaro: se Westminster darà il via libera, la Scozia potrebbe presto offrire opzioni di visto più flessibili e meno burocratiche, facilitando l’assunzione e la permanenza di talenti internazionali, soprattutto nelle aree rurali dove le carenze sono più acute. I responsabili della mobilità dovrebbero monitorare i colloqui tra Edimburgo e Londra e iniziare a mappare i ruoli che potrebbero beneficiare di queste nuove vie, qualora venissero attivate.
Fonte: Vanguard News

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