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Il Canada proroga di altri 60 giorni le misure di controllo alle frontiere legate all’Ebola

set 29, 2026
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Il Canada proroga di altri 60 giorni le misure di controllo alle frontiere legate all’Ebola
Immigrazione, Rifugiati e Cittadinanza Canada (IRCC) ha rinnovato i controlli speciali alle frontiere introdotti a luglio per ridurre il rischio di importazione dell’Ebola in Canada. L’avviso, pubblicato il 28 settembre 2026, mantiene la sospensione del rilascio e della finalizzazione di visti, permessi di lavoro, permessi di studio e autorizzazioni elettroniche di viaggio (eTA) per chi ha risieduto negli ultimi 21 giorni prima della domanda o del viaggio previsto nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), in Uganda o nel Sudan del Sud. L’estensione è valida fino al 27 novembre 2026 e riguarda sia le nuove domande sia quelle in corso. I viaggiatori provenienti da questi tre paesi ad alto rischio, anche se già in possesso di visto o eTA approvati, non possono imbarcarsi su voli diretti in Canada durante il periodo di sospensione. IRCC precisa che le pratiche possono continuare a essere esaminate, ma le decisioni finali saranno sospese fino alla revoca del divieto. I sistemi di check-in delle compagnie aeree sono stati istruiti a negare l’imbarco ai titolari di passaporti interessati, mentre l’Agenzia delle Frontiere Canadese (CBSA) ha diffuso bollettini operativi agli agenti di frontiera. Nonostante in Canada non si registrino casi confermati di Ebola dal 2014, il governo federale ritiene che il rischio per la salute pubblica giustifichi il mantenimento delle precauzioni. L’attuale focolaio di Ebola nell’est della RDC si è diffuso sporadicamente oltre i confini terrestri in Uganda ed è monitorato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Agenzia della Salute Pubblica canadese. Ottawa sottolinea inoltre che il Canada non ha voli diretti dalla regione colpita, rendendo il controllo preventivo dei visti la principale misura di difesa. Per i datori di lavoro, l’estensione comporta incertezza nel reclutamento di talenti dall’Africa Centrale; i responsabili della mobilità internazionale devono prevedere ritardi nell’inserimento e valutare opzioni di lavoro a distanza da paesi terzi fino alla revoca del divieto. Anche gli studenti stranieri accettati da istituzioni canadesi devono posticipare i piani di viaggio, a meno che non trascorrano 21 giorni in un paese non soggetto a restrizioni e ottengano un nuovo certificato medico prima della partenza. IRCC sottolinea che le richieste umanitarie legittime continueranno a essere valutate caso per caso, ma i richiedenti devono prevedere tempi più lunghi in qualsiasi strategia di immigrazione che coinvolga i tre paesi indicati. Le aziende con operazioni transfrontaliere sono invitate a comunicare chiaramente la politica ai viaggiatori interessati e a monitorare eventuali nuovi avvisi IRCC in vista della scadenza di novembre.
Fonte: Immigration, Refugees and Citizenship Canada

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