
L’ultima tabella di monitoraggio Schengen della Commissione Europea, aggiornata al 29 settembre, conferma che Francia e Germania manterranno i controlli temporanei alle frontiere interne per un altro mese, in risposta a minacce alla sicurezza e alla pressione migratoria irregolare. Per i viaggiatori svizzeri ciò significa che continueranno ispezioni sporadiche dei passaporti su autostrade, treni regionali e alcuni aeroporti durante l’attraversamento verso o dall’UE tramite i due Paesi confinanti.
La Francia ha reintrodotto i controlli lungo le sue frontiere – inclusi i 572 km di confine con la Svizzera – a maggio 2026, citando il rischio di infiltrazioni terroristiche e reti di traffico di persone. La notifica attuale è valida fino al 31 ottobre e fa specifico riferimento alle misure di sicurezza per il vertice G7 di Evian e all’aumento delle tensioni in Medio Oriente.
La Germania, da parte sua, prolunga i controlli alle frontiere terrestri con Polonia, Repubblica Ceca, Austria – e, di conseguenza, sui treni transfrontalieri che transitano attraverso la Svizzera – fino al 15 marzo 2027. Sebbene il Codice delle Frontiere Schengen preveda tali misure solo come “extrema ratio”, le aziende hanno dovuto adattarsi. Gli operatori di autobus a lunga percorrenza segnalano ritardi fino a 45 minuti sulle tratte Basilea–Mulhouse e Ginevra–Lione, costringendoli a inserire margini più ampi negli orari e aumentando i costi.
I spedizionieri di merci di alto valore prevedono tempi supplementari per la documentazione, poiché gli agenti doganali spesso approfittano dei controlli di polizia per ispezionare i carichi. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero informare i viaggiatori che è consigliabile avere un passaporto valido (non solo la carta d’identità) e prevedere tempi di connessione più lunghi per i voli in transito da Parigi o Francoforte. Ai dipendenti che guidano auto aziendali oltre confine si raccomanda di portare certificati di impiego per giustificare lo scopo del viaggio, dato che i controlli a campione colpiscono frequentemente veicoli con targhe svizzere.
I diplomatici UE affermano che la Commissione continuerà a verificare il rispetto del principio di proporzionalità da parte degli Stati membri. Per ora, però, esportatori e viaggiatori d’affari svizzeri devono considerare i controlli ad hoc come la nuova normalità almeno fino alla stagione autunnale delle fiere commerciali.
La Francia ha reintrodotto i controlli lungo le sue frontiere – inclusi i 572 km di confine con la Svizzera – a maggio 2026, citando il rischio di infiltrazioni terroristiche e reti di traffico di persone. La notifica attuale è valida fino al 31 ottobre e fa specifico riferimento alle misure di sicurezza per il vertice G7 di Evian e all’aumento delle tensioni in Medio Oriente.
La Germania, da parte sua, prolunga i controlli alle frontiere terrestri con Polonia, Repubblica Ceca, Austria – e, di conseguenza, sui treni transfrontalieri che transitano attraverso la Svizzera – fino al 15 marzo 2027. Sebbene il Codice delle Frontiere Schengen preveda tali misure solo come “extrema ratio”, le aziende hanno dovuto adattarsi. Gli operatori di autobus a lunga percorrenza segnalano ritardi fino a 45 minuti sulle tratte Basilea–Mulhouse e Ginevra–Lione, costringendoli a inserire margini più ampi negli orari e aumentando i costi.
I spedizionieri di merci di alto valore prevedono tempi supplementari per la documentazione, poiché gli agenti doganali spesso approfittano dei controlli di polizia per ispezionare i carichi. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero informare i viaggiatori che è consigliabile avere un passaporto valido (non solo la carta d’identità) e prevedere tempi di connessione più lunghi per i voli in transito da Parigi o Francoforte. Ai dipendenti che guidano auto aziendali oltre confine si raccomanda di portare certificati di impiego per giustificare lo scopo del viaggio, dato che i controlli a campione colpiscono frequentemente veicoli con targhe svizzere.
I diplomatici UE affermano che la Commissione continuerà a verificare il rispetto del principio di proporzionalità da parte degli Stati membri. Per ora, però, esportatori e viaggiatori d’affari svizzeri devono considerare i controlli ad hoc come la nuova normalità almeno fino alla stagione autunnale delle fiere commerciali.
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