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Il Senato svizzero approva il pacchetto di trattati con l’UE, aprendo la strada ai Bilaterali III

set 29, 2026
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Il Senato svizzero approva il pacchetto di trattati con l’UE, aprendo la strada ai Bilaterali III
Dopo oltre cinque ore di dibattito a tratti acceso, il 29 settembre 2026 il Consiglio degli Stati (Senato svizzero) ha votato 29 a 15 per procedere con l’esame dettagliato del pacchetto di trattati UE tanto atteso dal governo, noto come “Bilaterali III”. Il via libera ha un’importanza politica rilevante: il Senato è la prima camera a sostenere nel complesso i 18 nuovi accordi e aggiornamenti che Berna e Bruxelles hanno firmato lo scorso marzo.

Al centro del pacchetto c’è la modernizzazione della partecipazione della Svizzera al mercato unico europeo in cinque ambiti chiave per la mobilità: libera circolazione delle persone (LCP), trasporti terrestri e aerei, riconoscimento reciproco degli standard industriali, commercio di elettricità e sicurezza alimentare. Un nuovo “accordo orizzontale” obbligherebbe la Svizzera ad adottare dinamicamente la normativa UE futura e ad accettare un meccanismo congiunto di risoluzione delle controversie.

Nel settore della mobilità, ciò significa semplificazioni per i diritti di soggiorno e lavoro dei cittadini UE/AELE in Svizzera, aggiornamenti automatici delle regole di gestione delle frontiere Schengen (incluso il sistema digitale di ingresso/uscita previsto per il 2027) e un allineamento più stretto sulla coordinazione della sicurezza sociale per i frontalieri.

La comunità imprenditoriale ha fatto pressione per l’approvazione, avvertendo che un rifiuto comprometterebbe le misure di emergenza che attualmente garantiscono alle aziende svizzere un accesso quasi senza dazi al mercato del lavoro e alle vie di trasporto europee. Multinazionali come Roche, ABB e Nestlé impiegano decine di migliaia di cittadini UE in Svizzera; i responsabili HR temono che senza accordi aggiornati i tempi per i permessi di lavoro si allungherebbero e il riconoscimento reciproco dei diplomi potrebbe decadere, ostacolando le missioni transfrontaliere. Anche il settore turistico e gli operatori del trasporto aereo considerano cruciale il capitolo sull’aviazione, che mantiene le compagnie svizzere all’interno del regime europeo “Cieli Aperti” per la pianificazione delle rotte.

Gli oppositori, guidati dal partito di destra Unione Democratica di Centro (UDC), hanno definito i trattati una clausola dei “giudici stranieri” e temono un’“immigrazione incontrollata”. Chiedono quote più rigide per i lavoratori UE e la possibilità di derogare alle regole UE sulla protezione salariale. Tuttavia, diversi senatori centristi si sono schierati con la maggioranza dopo che il ministro degli Esteri Ignazio Cassis ha garantito che restano in vigore clausole di salvaguardia, comprese misure complementari rinegoziabili su salari e accesso ai servizi.

Dal punto di vista procedurale, il Senato esaminerà ora ogni articolo degli accordi; il voto finale è previsto entro il 1° ottobre. Il dossier passerà poi al Consiglio Nazionale. Se entrambe le camere approveranno, un referendum è quasi certo per metà 2027.

Per i manager della mobilità globale, il voto di oggi segnala continuità a breve termine e la prospettiva di spostamenti del personale intraeuropei ancora più fluidi una volta entrati in vigore i Bilaterali III.
Fonte: SWI swissinfo.ch

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