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La lista UE conferma che la Polonia manterrà i controlli alle frontiere Schengen fino a marzo 2027

set 29, 2026
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La lista UE conferma che la Polonia manterrà i controlli alle frontiere Schengen fino a marzo 2027
Il portale di monitoraggio Schengen della Commissione Europea è stato aggiornato il 28 settembre 2026 per confermare che la Polonia ha formalmente notificato la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne dal 2 ottobre 2026 al 30 marzo 2027 sui confini terrestri con Germania e Lituania. Questa misura sostituirà l’autorizzazione attuale, in scadenza il 1° ottobre. La notifica indica come base giuridica le “continue minacce all’ordine pubblico e alla sicurezza interna derivanti dalla persistente pressione migratoria”. La Polonia utilizza questa stessa giustificazione da aprile 2026, sostenendo che le reti di contrabbando organizzate deviano i flussi dalla rotta bielorussa verso punti meno sorvegliati ai confini occidentali e settentrionali. Secondo il Codice delle frontiere Schengen, i controlli interni devono essere proporzionati e adottati come ultima risorsa; i rinnovi semestrali consecutivi avvicinano ora la Polonia al limite massimo cumulativo di due anni, spingendo Bruxelles a valutare con maggiore rigore la necessità di tali misure. Un mancato convincimento della Commissione potrebbe portare a procedure di infrazione o costringere Varsavia a revocare i controlli anticipatamente. Per le aziende, l’estensione implica che i lavoratori mobili, in particolare i cittadini di paesi terzi con permessi di trasferimento intra-aziendale polacchi o carte ICT rilasciate altrove, dovranno continuare a portare con sé passaporti e documenti di soggiorno quando attraversano in auto o treno verso Germania o Lituania. I datori di lavoro dovrebbero inoltre informare gli autisti sulla possibilità di controlli documentali e ispezioni del carico. Le società di gestione viaggi prevedono lievi ritardi nelle ore di punta del trasporto merci, ma nessun ingorgo significativo, poiché la Polonia si affida a controlli mirati basati su intelligence anziché a postazioni fisse permanenti. Tuttavia, il prolungamento dei controlli comporta costi aggiuntivi di conformità e rafforza la tendenza alla “de-Schengenizzazione” della mobilità intra-UE nell’Europa centrale.
Fonte: European Commission – DG HOME Schengen Portal

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