
L'U.S. Customs and Border Protection (CBP) ha confermato silenziosamente che gli agenti in prima linea non apporranno più il timbro d’ingresso a inchiostro nella maggior parte dei passaporti dei viaggiatori durante l’ispezione primaria. La modifica, annunciata il 1° ottobre 2026 nel bollettino del Carrier Liaison Program e riportata il 3 ottobre da VisaVerge, ufficializza una tendenza iniziata con l’introduzione del modulo elettronico I-94 da parte del CBP circa dieci anni fa.
Con la nuova procedura, sarà il modulo elettronico I-94 – e non più il timbro fisico – a costituire la prova ufficiale dell’ingresso per la stragrande maggioranza dei cittadini stranieri che entrano negli Stati Uniti. Per i viaggiatori d’affari e i responsabili della mobilità globale, questo cambiamento comporta due conseguenze immediate.
Innanzitutto, i dipendenti che arrivano con ESTA, visti L o altre categorie di non immigranti non avranno più una prova certa della loro condizione direttamente nel passaporto; i team HR dovranno quindi formare i viaggiatori a scaricare e salvare l’I-94 dal portale CBP o dall’app CBP One appena superato il controllo aeroportuale.
In secondo luogo, le aziende che si affidano ai passaporti timbrati per la verifica I-9 o per attivare la localizzazione delle buste paga dovranno adeguare rapidamente i propri processi interni.
Il CBP sottolinea che i viaggiatori possono comunque richiedere il timbro e che gli agenti mantengono la discrezionalità di apporre il timbro durante l’ispezione secondaria, l’approvazione di visti per immigrati e situazioni simili. Tuttavia, gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che il timbro secondario non è garantito e consigliano di considerare l’I-94 elettronico come unica fonte ufficiale.
Poiché il modulo I-94 può contenere errori di inserimento dati, i team di mobilità aziendale dovrebbero predisporre un promemoria automatico per invitare i dipendenti stranieri a controllare il documento subito dopo l’arrivo e a correggere eventuali errori entro 90 giorni.
L’agenzia non ha pubblicato una data di entrata in vigore nazionale specifica, il che suggerisce che la nuova politica è già attiva ovunque gli ingressi abbiano l’infrastruttura necessaria. Compagnie aeree e responsabili dei viaggi globali devono aspettarsi un periodo di pratica mista fino a quando tutti i punti di controllo primari saranno adeguati alle nuove direttive.
In definitiva, il CBP afferma che questa misura velocizzerà l’ispezione primaria, ridurrà lo spreco di carta e sosterrà l’obiettivo a lungo termine di un controllo alle frontiere senza contatto, verificato biometricamente.
Con la nuova procedura, sarà il modulo elettronico I-94 – e non più il timbro fisico – a costituire la prova ufficiale dell’ingresso per la stragrande maggioranza dei cittadini stranieri che entrano negli Stati Uniti. Per i viaggiatori d’affari e i responsabili della mobilità globale, questo cambiamento comporta due conseguenze immediate.
Innanzitutto, i dipendenti che arrivano con ESTA, visti L o altre categorie di non immigranti non avranno più una prova certa della loro condizione direttamente nel passaporto; i team HR dovranno quindi formare i viaggiatori a scaricare e salvare l’I-94 dal portale CBP o dall’app CBP One appena superato il controllo aeroportuale.
In secondo luogo, le aziende che si affidano ai passaporti timbrati per la verifica I-9 o per attivare la localizzazione delle buste paga dovranno adeguare rapidamente i propri processi interni.
Il CBP sottolinea che i viaggiatori possono comunque richiedere il timbro e che gli agenti mantengono la discrezionalità di apporre il timbro durante l’ispezione secondaria, l’approvazione di visti per immigrati e situazioni simili. Tuttavia, gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che il timbro secondario non è garantito e consigliano di considerare l’I-94 elettronico come unica fonte ufficiale.
Poiché il modulo I-94 può contenere errori di inserimento dati, i team di mobilità aziendale dovrebbero predisporre un promemoria automatico per invitare i dipendenti stranieri a controllare il documento subito dopo l’arrivo e a correggere eventuali errori entro 90 giorni.
L’agenzia non ha pubblicato una data di entrata in vigore nazionale specifica, il che suggerisce che la nuova politica è già attiva ovunque gli ingressi abbiano l’infrastruttura necessaria. Compagnie aeree e responsabili dei viaggi globali devono aspettarsi un periodo di pratica mista fino a quando tutti i punti di controllo primari saranno adeguati alle nuove direttive.
In definitiva, il CBP afferma che questa misura velocizzerà l’ispezione primaria, ridurrà lo spreco di carta e sosterrà l’obiettivo a lungo termine di un controllo alle frontiere senza contatto, verificato biometricamente.
Fonte: VisaVerge
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