
Il 7 ottobre, la Coalizione dell'opposizione australiana ha acceso una miccia politica presentando piani per ridurre la migrazione netta dall'estero di 650.000 persone in quattro anni e diminuire di quasi un terzo il numero di visti temporanei. Al centro dell'annuncio c'è un tetto proposto per gli studenti internazionali, che passerebbe dagli attuali circa 528.000 posti a 456.000, insieme all'impegno di stringere i percorsi dai visti studenteschi a quelli lavorativi. Il leader della Coalizione, Angus Taylor, ha dichiarato ad ABC News che le riforme "metteranno gli australiani al primo posto", ma poche ore dopo è stato costretto a precisare che i lavoratori nell'assistenza agli anziani saranno esentati, dopo che i leader del settore hanno avvertito di imminenti carenze di personale. Il blog parlamentare in diretta ha raccontato una giornata straordinaria di messaggi contrastanti. Le imprese edili hanno accolto con favore la promessa di una categoria di visti per lavoratori qualificati legati a progetti specifici (15.000 posti all'anno) destinata alle grandi infrastrutture, mentre le università, già alle prese con le nuove regole sui visti studenteschi entrate in vigore il 2 ottobre, hanno avvertito di un impatto multimiliardario sulle entrate da esportazioni. L'Istituto Grattan stima che ogni calo del 10% nelle iscrizioni internazionali costi all'economia circa 3 miliardi di dollari australiani in tasse universitarie, alloggi e spese al dettaglio. Gli analisti politici hanno inoltre evidenziato le difficoltà operative per il Dipartimento degli Affari Interni. Limitare i visti studenteschi richiederà un nuovo sistema di manifestazione d'interesse, ma la legislazione che lo abilita è ancora solo una bozza. Senza riforme parallele per i visti sponsorizzati dai datori di lavoro e quelli regionali, gli avvocati specializzati in migrazione avvertono che la domanda si sposterà semplicemente verso categorie meno regolamentate, compromettendo l'obiettivo principale. Per i responsabili della mobilità globale, la preoccupazione immediata è l'incertezza. Le aziende che dipendono dai titolari di visti per laureati, soprattutto nei settori dell'ingegneria, ICT e sanità, si trovano di fronte a un bacino di talenti in contrazione e a tempi di elaborazione più lunghi mentre le nuove direttive ministeriali vengono implementate. Si consiglia quindi ai datori di lavoro di rivedere i piani del personale e di presentare eventuali candidature critiche per il visto Temporary Skill Shortage (sottoclasse 482) prima che vengano introdotte ulteriori normative. Un'inchiesta del Senato sulla proposta dovrebbe presentare un rapporto all'inizio di novembre, ma con le elezioni federali a meno di un anno di distanza, le politiche migratorie sono diventate un terreno di scontro decisivo per i principali partiti australiani.
Fonte: ABC News