
Due mesi dopo aver accusato Madrid di creare un “fattore di attrazione” migratorio, l’Unione Europea cambia rotta. Una bozza trapelata delle conclusioni del Consiglio Europeo di questa settimana, ottenuta da El País, “esprime solidarietà e sostegno alla Spagna” per l’ingresso massiccio di oltre 70.000 persone a Ceuta dal Marocco tra il 30 e il 31 luglio. Il testo sottolinea che Ceuta e Melilla fanno parte dell’Unione e accoglie con favore l’aiuto finanziario e operativo dell’UE. Il cambio di posizione arriva dopo settimane di pressioni bilaterali da parte del Ministero degli Esteri spagnolo e la sospensione della libera circolazione Schengen tra Spagna e Italia. Gli analisti affermano che il nuovo linguaggio riduce la pressione sugli altri Stati membri affinché impongano controlli interni alle frontiere sui viaggiatori spagnoli, un rischio che aveva allarmato compagnie aeree e aziende di logistica che spostano personale tramite hub di Milano e Monaco. Tuttavia, i team di mobilità aziendale sono avvisati che i controlli temporanei alle frontiere spagnole su voli e traghetti provenienti dall’Italia, introdotti il 6 ottobre, restano in vigore. Il Ministero dell’Interno può prorogarli a intervalli di 15 giorni secondo gli articoli 25-26 del Codice Schengen. I viaggiatori dovrebbero quindi prevedere tempi supplementari al controllo passaporti al ritorno da trasferte italiane. La bozza fa anche un riferimento velato alla “pressione ibrida” da parte di paesi terzi, un chiaro richiamo alle accuse secondo cui navi della marina marocchina sarebbero entrate in acque spagnole durante l’afflusso, sollevando preoccupazioni di sicurezza. Se la formulazione verrà confermata al vertice di giovedì, la Spagna otterrà un raro riconoscimento UE che i suoi enclavi nordafricani costituiscono un confine esterno condiviso. Ciò potrebbe sbloccare risorse FRONTEX e accelerare i finanziamenti per un nuovo progetto di barriera intelligente al confine intorno al valico di El Tarajal a Ceuta. Per i programmi di mobilità globale l’impatto immediato è reputazionale: la Spagna difficilmente subirà ulteriori sospensioni intra-Schengen, stabilizzando gli itinerari per i dipendenti distaccati. Tuttavia, le aziende con operazioni negli enclavi devono ancora fare i conti con un ambiente di sicurezza fragile e possibili ritardi nella catena di approvvigionamento se le tensioni con Rabat dovessero riaccendersi.
Fonte: El País
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