
Un video ampiamente condiviso, pubblicato il 14 ottobre, mostra tre autoproclamati “giornalisti cittadini” che attraversano indisturbati una casa contrattata dal Ministero dell’Interno nel Leicestershire, utilizzata per ospitare richiedenti asilo. Gli uomini – che si definiscono online “creatori di contenuti nazionalisti inglesi” – sono entrati da una porta posteriore non chiusa a chiave, hanno perquisito camere da letto e cucina, letto corrispondenza privata e interrogato residenti confusi, fingendo falsamente di essere appaltatori. Il filmato, visto più di 300.000 volte prima che YouTube lo rimuovesse per violazione delle norme anti-molestie, mostra chiaramente l’indirizzo e la facciata dell’immobile. Serco, il fornitore governativo che gestisce la casa, ha avviato un’indagine interna, mentre il Ministero dell’Interno ha dichiarato che la sicurezza degli ospiti nelle strutture per richiedenti asilo “è di massima importanza” e ha invitato la polizia a prendere sul serio qualsiasi attività criminale. L’episodio mette in luce i rischi crescenti legati al passaggio del governo dagli hotel alle case in multiproprietà (HMO) per l’accoglienza dei richiedenti asilo. Gli indirizzi delle HMO sono più facilmente rintracciabili tramite documenti pubblici, rendendoli vulnerabili a cosiddetti “auditor” e attivisti di estrema destra che hanno già preso di mira gli hotel. Le associazioni di settore sottolineano che tali intrusioni traumatizzano residenti già vulnerabili e alimentano tensioni locali. Per le aziende che affittano immobili a società esterne, l’episodio evidenzia la necessità di rafforzare la sicurezza fisica, migliorare i protocolli di gestione delle chiavi e predisporre piani di risposta rapida agli incidenti. I datori di lavoro che trasferiscono personale internazionale dovrebbero monitorare il clima sociale locale, soprattutto quando gli immobili vengono destinati all’accoglienza di richiedenti asilo, e fornire consigli sulla sicurezza personale ai propri dipendenti. Con il governo ancora impegnato a eliminare l’uso degli hotel entro l’inizio del 2027, gli esperti avvertono che senza misure di protezione più efficaci – tra cui elenchi anonimi degli indirizzi, standard per l’identificazione degli appaltatori e coordinamento delle forze dell’ordine – sono probabili ulteriori confronti, che politicizzeranno ulteriormente il programma di accoglienza del Regno Unito e creeranno rischi reputazionali sia per i fornitori sia per i proprietari immobiliari.
Fonte: The Guardian
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