
Un briefing notturno del Guardian rivela che il Regno Unito ha silenziosamente abbandonato all’inizio di questo mese l’accordo “uno dentro, uno fuori” per i rimpatri con la Francia, dopo appena 423 giorni di applicazione. Il sistema permetteva al Regno Unito di rimandare in Francia un richiedente asilo per ogni persona accolta da Parigi tramite un corridoio umanitario legale, ma non ha mai superato circa 1.500 rimpatri, pari a meno del 4% degli arrivi via barca nel periodo. Con le elezioni presidenziali francesi alle porte, Parigi avrebbe rifiutato di continuare ad accettare arrivi dal Regno Unito, mentre Londra ha risposto raddoppiando il numero di agenti antisommossa dispiegati sulle spiagge del nord della Francia. Gli analisti hanno spiegato al Guardian che un controllo più rigido potrebbe spingere i trafficanti a percorsi marittimi più lunghi e all’uso di “mega-gommoni”, aumentando sia i disagi per il traffico commerciale sia i rischi umanitari nei porti del Canale come Portsmouth e Dover. Per le aziende che spostano personale e merci attraverso il Canale, la fine dell’accordo comporta nuova incertezza su possibili rallentamenti portuali, controlli di frontiera improvvisi e proteste politicamente cariche. I team di mobilità dovrebbero prevedere tempi extra nei programmi di viaggio e aggiornare i viaggiatori sulle procedure di emergenza in caso di disagi su traghetti o Tunnel sotto la Manica. I datori di lavoro con personale richiedente asilo devono inoltre considerare che le vie legali restano limitate, mantenendo alta la pressione sui passaggi irregolari e allungando i tempi di elaborazione delle domande in loco. Sul piano politico, il fallimento evidenzia i limiti degli accordi bilaterali “tampone” per i rimpatri e segnala che la futura cooperazione sarà probabilmente incentrata su dispiegamenti di sicurezza piuttosto che sulla facilitazione della mobilità. Le associazioni di categoria invitano entrambi i governi a dare priorità alla continuità delle catene di approvvigionamento nelle trattative per un eventuale accordo successivo.
Fonte: The Guardian
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