
La Guardia di Frontiera polacca (Straż Graniczna) e la Polizia hanno concluso un’operazione di controllo durata 48 ore, mirata a verificare violazioni dello status migratorio in tutto il Paese. Secondo il quartier generale della Guardia di Frontiera, quasi 600 agenti si sono dispiegati in stazioni ferroviarie, ostelli, fabbriche e posti di controllo stradali il 12 e 13 ottobre, effettuando oltre 1.400 controlli di identità e permessi di soggiorno. I risultati, pubblicati il 15 ottobre, mostrano 83 stranieri fermati e 62 procedimenti per ordini di rimpatrio avviati. La maggior parte delle persone controllate erano ucraine (circa 530), a conferma della significativa presenza ucraina tra i lavoratori stranieri in Polonia. Sono stati inoltre verificati numerosi cittadini colombiani (circa 290) e bengalesi (circa 80). L’agenzia segnala l’apertura di oltre 50 casi amministrativi per soggiorni irregolari o visti scaduti, mentre quasi 10 persone sono state trattenute per motivi di sicurezza pubblica. Sebbene gli arresti rappresentino una piccola parte dei 1,2 milioni di stranieri che vivono e lavorano legalmente in Polonia, la campagna sottolinea l’inasprimento delle misure di Varsavia contro le frodi sui visti e il lavoro irregolare. Dal aprile 2026, i datori di lavoro devono segnalare entro 15 giorni la perdita del lavoro da parte di un dipendente straniero, e le motivazioni per il rifiuto del permesso di lavoro sono state estese a includere il dumping salariale e offerte di lavoro fittizie. Per i responsabili della mobilità internazionale il messaggio è chiaro: assicurarsi che dipendenti e collaboratori siano in possesso di carte di soggiorno valide o passaporti con timbri di ingresso aggiornati durante gli spostamenti in Polonia. I controlli a campione possono avvenire anche a centinaia di chilometri dai confini esterni, e la mancata esibizione dei documenti può comportare la detenzione in attesa di verifiche. Le aziende che sponsorizzano trasferimenti intra-UE dovrebbero conservare copie dei permessi e prepararsi a collaborare con le autorità locali in caso di controlli. La Guardia di Frontiera annuncia che operazioni congiunte simili proseguiranno nel quarto trimestre del 2026 nell’ambito del programma “Mercato del Lavoro Sicuro”. Le imprese che impiegano cittadini di paesi terzi devono aspettarsi visite a sorpresa e adeguare di conseguenza i processi interni di conformità.