
L’aggiornamento quotidiano della Commissione Europea al registro Schengen sulla «Reintroduzione Temporanea dei Controlli alle Frontiere», consultato il 19 ottobre 2026, conferma che i controlli alle frontiere interne dell’Austria con Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovenia resteranno in vigore fino al 15 marzo 2027. I controlli, reintrodotti per la prima volta nel 2015 durante il picco della crisi dei rifugiati, sono stati prorogati l’ultima volta il 16 settembre 2026 ai sensi dell’articolo 25 del Codice delle Frontiere Schengen. Vienna giustifica la misura con le «minacce continue alla sicurezza interna derivanti dalla migrazione irregolare», oltre alla pressione sulle strutture di accoglienza e agli effetti indiretti dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente. La misura riguarda tutte le frontiere terrestri e i valichi fluviali con i quattro Paesi confinanti. Mentre il traffico merci continua a utilizzare corsie verdi dedicate, i veicoli passeggeri sono soggetti a controlli a campione e gli operatori ferroviari devono trasmettere in anticipo i dati dei passeggeri alla polizia austriaca. Per le aziende multinazionali, la proroga implica che il personale che viaggia via terra verso l’Austria per riunioni o lavori di progetto debba continuare a portare con sé passaporti o carte d’identità nazionali e prevedere tempi supplementari al confine, soprattutto nei periodi di punta sulle autostrade A4 (Ungheria) e A22 (Repubblica Ceca). I datori di lavoro che spostano attrezzature tra sedi all’interno dell’area Schengen dovrebbero inoltre tenere a portata di mano le lettere di vettura CMR, poiché gli agenti doganali potrebbero approfittare dell’occasione per ispezionare i carichi alla ricerca di persone trasportate illegalmente. Sebbene il codice Schengen limiti tali controlli interni a periodi di due anni, la misura austriaca è stata prorogata più volte. La Commissione ha criticato questa pratica, ma ha evitato azioni legali in attesa di una riforma più ampia del codice. Le imprese dovrebbero quindi considerare la possibilità di ulteriori proroghe nella pianificazione dei budget per la mobilità del 2027.
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