
Gli stranieri che vivono e lavorano in Polonia si sono svegliati il 1° novembre in un contesto amministrativo completamente diverso. In base a una modifica approvata dal parlamento il 12 settembre e pubblicata poco dopo sulla Gazzetta Ufficiale, tutti i termini di legge per il rilascio o la modifica dei permessi di soggiorno sono stati sospesi fino al 4 marzo 2026. In pratica, gli uffici voivodali possono continuare ad accettare e gestire le domande per permessi temporanei, permanenti e di lungo periodo UE, così come le Blue Card e le richieste di asilo, ma il termine entro cui gli ufficiali devono emettere una decisione, normalmente compreso tra 30 e 90 giorni, è stato congelato.
Il governo sostiene che questa sospensione sia una valvola di sicurezza necessaria per un sistema ormai sotto pressione, che ha dovuto affrontare tre shock consecutivi: l’arretrato causato dal COVID-19, l’ingente afflusso di ucraini dopo l’invasione russa del 2022 e un forte aumento della migrazione lavorativa da Asia e America Latina. Fermando il conto alla rovescia, gli ufficiali evitano di violare le norme sulle procedure amministrative e potenziali ricorsi per “inerzia dell’autorità”.
Per i richiedenti la situazione è a doppio taglio. Le pratiche continueranno a essere gestite e le decisioni positive già in corso rimangono valide. Tuttavia, gli strumenti legali classici che gli stranieri usavano per accelerare le pratiche bloccate — come solleciti formali, reclami per inattività e cause risarcitorie — non saranno disponibili per sedici mesi. Si consiglia quindi ai datori di lavoro che si affidano a personale con autorizzazione al lavoro di prevedere tempi più lunghi nei piani di progetto e di monitorare attivamente le domande.
Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che la riforma non va interpretata come un blocco totale delle procedure. I tribunali possono ancora essere utilizzati strategicamente per sollecitare gli uffici, e la Guardia di Frontiera continuerà ad accettare la prova della domanda come base per il soggiorno e il lavoro legale. Tuttavia, i responsabili della mobilità sono invitati a preparare i dirigenti a tempi più lunghi e meno prevedibili e a conservare copie digitali di tutte le pratiche, poiché la corrispondenza ufficiale potrebbe rallentare. Il governo, da parte sua, promette che questa pausa sarà utilizzata per formare il personale e migrare i fascicoli al sistema elettronico MOS prima della ripresa prevista per marzo 2026.
Il governo sostiene che questa sospensione sia una valvola di sicurezza necessaria per un sistema ormai sotto pressione, che ha dovuto affrontare tre shock consecutivi: l’arretrato causato dal COVID-19, l’ingente afflusso di ucraini dopo l’invasione russa del 2022 e un forte aumento della migrazione lavorativa da Asia e America Latina. Fermando il conto alla rovescia, gli ufficiali evitano di violare le norme sulle procedure amministrative e potenziali ricorsi per “inerzia dell’autorità”.
Per i richiedenti la situazione è a doppio taglio. Le pratiche continueranno a essere gestite e le decisioni positive già in corso rimangono valide. Tuttavia, gli strumenti legali classici che gli stranieri usavano per accelerare le pratiche bloccate — come solleciti formali, reclami per inattività e cause risarcitorie — non saranno disponibili per sedici mesi. Si consiglia quindi ai datori di lavoro che si affidano a personale con autorizzazione al lavoro di prevedere tempi più lunghi nei piani di progetto e di monitorare attivamente le domande.
Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che la riforma non va interpretata come un blocco totale delle procedure. I tribunali possono ancora essere utilizzati strategicamente per sollecitare gli uffici, e la Guardia di Frontiera continuerà ad accettare la prova della domanda come base per il soggiorno e il lavoro legale. Tuttavia, i responsabili della mobilità sono invitati a preparare i dirigenti a tempi più lunghi e meno prevedibili e a conservare copie digitali di tutte le pratiche, poiché la corrispondenza ufficiale potrebbe rallentare. Il governo, da parte sua, promette che questa pausa sarà utilizzata per formare il personale e migrare i fascicoli al sistema elettronico MOS prima della ripresa prevista per marzo 2026.
Fonte: ONE PLUS immigration blog