
Il Senato brasiliano ha approvato il 5 novembre una storica riforma fiscale che alleggerisce il carico per gran parte della classe media, imponendo al contempo una nuova tassa sui redditi più elevati e sui capitali che lasciano il Paese. Dal 1° gennaio 2026, la soglia di esenzione mensile dall’imposta sul reddito passerà da R$3.036 a R$5.000, eliminando o riducendo la ritenuta alla fonte per circa 15 milioni di lavoratori. I legislatori hanno inoltre introdotto un’aliquota progressiva per i redditi personali mensili superiori a R$50.000 e, elemento cruciale per i lavoratori globali e le loro aziende, una ritenuta fissa del 10% su dividendi o utili distribuiti all’estero che superino R$50.000 nel mese solare.
Il governo stima che il sollievo per la classe media costerà R$31 miliardi (5,7 miliardi di dollari) nel 2026. Tassando sia i dividendi esportati sia gli stipendi molto elevati, Brasilia punta a evitare un ampliamento del deficit fiscale, segnalando che i residenti più ricchi e gli azionisti multinazionali devono contribuire all’aggiustamento. Il senatore Renan Calheiros, promotore della legge, ha annunciato che proporrà un ulteriore provvedimento per aumentare le tasse sulle piattaforme di scommesse online e sulle fintech di pagamento qualora le entrate non fossero sufficienti.
Impatto pratico: i lavoratori stranieri residenti fiscalmente in Brasile che percepiscono dividendi dal Paese d’origine potrebbero ora subire una trattenuta del 10% alla fonte, salvo accordi di doppia imposizione che prevedano esenzioni. Le multinazionali con centri di servizi in Brasile dovranno adeguare le politiche di gross-up per evitare svantaggi agli espatriati. I team HR e payroll dovranno rivedere i calcoli delle retribuzioni ombra e segnalare i dipendenti il cui reddito globale da azioni superi la soglia mensile di R$50.000.
Per i responsabili della mobilità internazionale, l’aumento della soglia di esenzione compensa in parte i pesanti contributi previdenziali brasiliani e l’inflazione record, alleviando la pressione sui budget COLA per i trasferimenti di medio livello. Tuttavia, la nuova tassa sui dividendi riduce l’attrattiva del Brasile come hub per i dirigenti senior che ricevono bonus consistenti in azioni. I consulenti fiscali raccomandano di rivedere le strutture retributive entro fine anno e valutare il timing delle distribuzioni di dividendi per mitigare l’imposta aggiuntiva.
Sul lungo termine, questa doppia misura conferma la strategia del presidente Lula di utilizzare incentivi fiscali mirati per riconquistare il voto della classe media, rafforzando al contempo il controllo sui capitali transfrontalieri. I team di mobilità dovranno monitorare i regolamenti attuativi della Receita Federal, che chiariranno come la ritenuta del 10% si integrerà con la vasta rete di trattati brasiliani e se saranno previste esenzioni per pensioni o redditi da stock option.
Il governo stima che il sollievo per la classe media costerà R$31 miliardi (5,7 miliardi di dollari) nel 2026. Tassando sia i dividendi esportati sia gli stipendi molto elevati, Brasilia punta a evitare un ampliamento del deficit fiscale, segnalando che i residenti più ricchi e gli azionisti multinazionali devono contribuire all’aggiustamento. Il senatore Renan Calheiros, promotore della legge, ha annunciato che proporrà un ulteriore provvedimento per aumentare le tasse sulle piattaforme di scommesse online e sulle fintech di pagamento qualora le entrate non fossero sufficienti.
Impatto pratico: i lavoratori stranieri residenti fiscalmente in Brasile che percepiscono dividendi dal Paese d’origine potrebbero ora subire una trattenuta del 10% alla fonte, salvo accordi di doppia imposizione che prevedano esenzioni. Le multinazionali con centri di servizi in Brasile dovranno adeguare le politiche di gross-up per evitare svantaggi agli espatriati. I team HR e payroll dovranno rivedere i calcoli delle retribuzioni ombra e segnalare i dipendenti il cui reddito globale da azioni superi la soglia mensile di R$50.000.
Per i responsabili della mobilità internazionale, l’aumento della soglia di esenzione compensa in parte i pesanti contributi previdenziali brasiliani e l’inflazione record, alleviando la pressione sui budget COLA per i trasferimenti di medio livello. Tuttavia, la nuova tassa sui dividendi riduce l’attrattiva del Brasile come hub per i dirigenti senior che ricevono bonus consistenti in azioni. I consulenti fiscali raccomandano di rivedere le strutture retributive entro fine anno e valutare il timing delle distribuzioni di dividendi per mitigare l’imposta aggiuntiva.
Sul lungo termine, questa doppia misura conferma la strategia del presidente Lula di utilizzare incentivi fiscali mirati per riconquistare il voto della classe media, rafforzando al contempo il controllo sui capitali transfrontalieri. I team di mobilità dovranno monitorare i regolamenti attuativi della Receita Federal, che chiariranno come la ritenuta del 10% si integrerà con la vasta rete di trattati brasiliani e se saranno previste esenzioni per pensioni o redditi da stock option.
Fonte: Reuters
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