
Un progetto pilota dell’HMRC che ha utilizzato i dati sui movimenti passeggeri del Home Office per individuare presunte frodi nei sussidi ha identificato erroneamente il 46% delle famiglie coinvolte, secondo un’inchiesta del Guardian pubblicata questa mattina. Il sistema sospendeva automaticamente i pagamenti quando i registri di viaggio indicavano che i genitori erano stati all’estero per più di otto settimane, ma spesso i dati non registravano i viaggi di ritorno, soprattutto quando le famiglie rientravano via Dublino o cambiavano mezzo di trasporto.
Le conseguenze evidenziano l’uso crescente dei database di immigrazione e frontiera per l’applicazione delle politiche interne. Circa 23.500 nuclei familiari – molti dei quali pendolari transfrontalieri o con doppia cittadinanza – hanno ricevuto lettere di sospensione; in Irlanda del Nord il tasso di falsi positivi ha raggiunto il 78%. L’HMRC ha ora sospeso le sospensioni automatiche, si è impegnata a verificare prima i dati PAYE e ha garantito ai richiedenti un periodo di 30 giorni per rispondere prima di trattenere i pagamenti.
Per i lavoratori internazionali in trasferta, l’episodio rappresenta un monito. I familiari spesso effettuano viaggi circolari in attesa delle decisioni sui visti, e dati errati potrebbero causare la perdita dei sussidi o, di conseguenza, l’obbligo di pagare la tassa NHS. I responsabili della mobilità dovrebbero consigliare ai dipendenti interessati di conservare le carte d’imbarco e le conferme digitali di ingresso, soprattutto quando utilizzano rotte nell’area di viaggio comune che evitano i controlli di uscita dal Regno Unito.
La vicenda solleva anche questioni di privacy. Gli avvocati specializzati in immigrazione sostengono che il Home Office ha rischiato di violare i principi di protezione dei dati riutilizzando i registri di viaggio – originariamente raccolti per la sicurezza delle frontiere – per il controllo dei sussidi senza adeguate garanzie di accuratezza. I parlamentari di tutti gli schieramenti chiedono un’inchiesta formale e la pubblicazione della valutazione d’impatto sui dati da parte dell’HMRC.
Sul piano pratico, l’agenzia assicura che la maggior parte dei pagamenti sospesi erroneamente sarà riattivata entro 14 giorni una volta confermata la residenza nel Regno Unito. I datori di lavoro con personale in trasferta dovrebbero monitorare attentamente i rimborsi per evitare anomalie nelle buste paga di novembre.
Le conseguenze evidenziano l’uso crescente dei database di immigrazione e frontiera per l’applicazione delle politiche interne. Circa 23.500 nuclei familiari – molti dei quali pendolari transfrontalieri o con doppia cittadinanza – hanno ricevuto lettere di sospensione; in Irlanda del Nord il tasso di falsi positivi ha raggiunto il 78%. L’HMRC ha ora sospeso le sospensioni automatiche, si è impegnata a verificare prima i dati PAYE e ha garantito ai richiedenti un periodo di 30 giorni per rispondere prima di trattenere i pagamenti.
Per i lavoratori internazionali in trasferta, l’episodio rappresenta un monito. I familiari spesso effettuano viaggi circolari in attesa delle decisioni sui visti, e dati errati potrebbero causare la perdita dei sussidi o, di conseguenza, l’obbligo di pagare la tassa NHS. I responsabili della mobilità dovrebbero consigliare ai dipendenti interessati di conservare le carte d’imbarco e le conferme digitali di ingresso, soprattutto quando utilizzano rotte nell’area di viaggio comune che evitano i controlli di uscita dal Regno Unito.
La vicenda solleva anche questioni di privacy. Gli avvocati specializzati in immigrazione sostengono che il Home Office ha rischiato di violare i principi di protezione dei dati riutilizzando i registri di viaggio – originariamente raccolti per la sicurezza delle frontiere – per il controllo dei sussidi senza adeguate garanzie di accuratezza. I parlamentari di tutti gli schieramenti chiedono un’inchiesta formale e la pubblicazione della valutazione d’impatto sui dati da parte dell’HMRC.
Sul piano pratico, l’agenzia assicura che la maggior parte dei pagamenti sospesi erroneamente sarà riattivata entro 14 giorni una volta confermata la residenza nel Regno Unito. I datori di lavoro con personale in trasferta dovrebbero monitorare attentamente i rimborsi per evitare anomalie nelle buste paga di novembre.
Fonte: The Guardian