
Etihad Airways è atterrata all’Aeroporto Internazionale di Hong Kong la sera del 9 novembre, segnando il suo primo volo passeggeri di linea verso la città dopo la pandemia. Il volo inaugurale EY 830 ha trasportato una delegazione guidata dal Chief Revenue & Commercial Officer Arik De, che ha definito Hong Kong un “ponte cruciale” tra il Golfo e il Nord-Est asiatico.
Durante una cerimonia il 10 novembre, Etihad e Hong Kong Airlines hanno firmato un accordo di cooperazione commerciale ampliato che inserisce immediatamente il codice “EY” di Etihad sui voli Hong Kong – Abu Dhabi e, in cambio, aggiunge i codici Etihad ai servizi di Hong Kong Airlines verso Fukuoka, Sapporo, Osaka e Okinawa in Giappone. I partner hanno inoltre annunciato benefici reciproci per i frequent flyer, permettendo ai membri di Fortune Wings Club ed Etihad Guest di accumulare e utilizzare miglia su una rete combinata di oltre 120 destinazioni.
Questa mossa evidenzia l’intenzione di Etihad di ricostruire la propria presenza in Asia dopo una pausa di tre anni e offre a Hong Kong Airlines — che opera ancora al 75% della capacità pre-Covid — un accesso diretto al mercato in rapida crescita del Golfo senza dover aumentare la capacità sui voli a lungo raggio. Per i responsabili della mobilità aziendale, le rotte con scalo unico via Abu Dhabi rappresentano una nuova opzione per raggiungere Africa e Medio Oriente, mantenendo i viaggi all’interno dell’ecosistema partner oneworld/Etihad.
Tra le implicazioni pratiche ci sono il trasporto bagagli in connessione, la bigliettazione con un unico PNR e la reciprocità delle lounge sia nel nuovo Terminal A di Abu Dhabi sia nel Midfield Concourse di Hong Kong. Le agenzie di gestione viaggi (TMC) segnalano che le tariffe corporate con i nuovi codici condivisi sono circa il 5-8% più basse rispetto alle opzioni interline comparabili, generando risparmi immediati per le rotazioni di trasferimento regionali.
Dal punto di vista dell’immigrazione, i cittadini degli Emirati godono già di un accesso senza visto di 30 giorni a Hong Kong, mentre i titolari di passaporto HKSAR ricevono un visto gratuito all’arrivo negli Emirati Arabi Uniti — un allineamento che facilita ulteriormente la mobilità dei talenti tra i due hub.
Durante una cerimonia il 10 novembre, Etihad e Hong Kong Airlines hanno firmato un accordo di cooperazione commerciale ampliato che inserisce immediatamente il codice “EY” di Etihad sui voli Hong Kong – Abu Dhabi e, in cambio, aggiunge i codici Etihad ai servizi di Hong Kong Airlines verso Fukuoka, Sapporo, Osaka e Okinawa in Giappone. I partner hanno inoltre annunciato benefici reciproci per i frequent flyer, permettendo ai membri di Fortune Wings Club ed Etihad Guest di accumulare e utilizzare miglia su una rete combinata di oltre 120 destinazioni.
Questa mossa evidenzia l’intenzione di Etihad di ricostruire la propria presenza in Asia dopo una pausa di tre anni e offre a Hong Kong Airlines — che opera ancora al 75% della capacità pre-Covid — un accesso diretto al mercato in rapida crescita del Golfo senza dover aumentare la capacità sui voli a lungo raggio. Per i responsabili della mobilità aziendale, le rotte con scalo unico via Abu Dhabi rappresentano una nuova opzione per raggiungere Africa e Medio Oriente, mantenendo i viaggi all’interno dell’ecosistema partner oneworld/Etihad.
Tra le implicazioni pratiche ci sono il trasporto bagagli in connessione, la bigliettazione con un unico PNR e la reciprocità delle lounge sia nel nuovo Terminal A di Abu Dhabi sia nel Midfield Concourse di Hong Kong. Le agenzie di gestione viaggi (TMC) segnalano che le tariffe corporate con i nuovi codici condivisi sono circa il 5-8% più basse rispetto alle opzioni interline comparabili, generando risparmi immediati per le rotazioni di trasferimento regionali.
Dal punto di vista dell’immigrazione, i cittadini degli Emirati godono già di un accesso senza visto di 30 giorni a Hong Kong, mentre i titolari di passaporto HKSAR ricevono un visto gratuito all’arrivo negli Emirati Arabi Uniti — un allineamento che facilita ulteriormente la mobilità dei talenti tra i due hub.
Fonte: AeroTime / Aviation Week
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