
Air India ha confermato che dal 1° febbraio 2026 riprenderà i voli diretti quattro volte a settimana tra Delhi e Shanghai Pudong, seguiti da un servizio Mumbai–Shanghai entro la fine dell’anno, soggetto a approvazioni. L’annuncio, fatto il 17 novembre, rappresenta il segnale più chiaro finora della normalizzazione del corridoio aereo India-Cina dopo quasi sei anni di chiusura dovuta a pandemia e tensioni geopolitiche.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il ripristino di questa rotta riapre un collegamento cruciale per dirigenti dei settori farmaceutico, tecnologico e manifatturiero, che dal 2020 hanno dovuto affrontare lunghi scali a Bangkok o Dubai. Il servizio con Boeing 787-8 offrirà 18 posti Business Class completamente reclinabili e 238 posti Economy, con tempi di volo di 7,5 ore in direzione est e 6,5 ore verso ovest.
Sebbene le operazioni inizieranno solo nel 2026, i sistemi di prenotazione mostreranno la disponibilità già questa settimana, permettendo alle aziende di bloccare tariffe contrattuali per i viaggi di lavoro e i rientri dei dipendenti previsti per il prossimo anno. Shanghai diventa così la 48ª destinazione internazionale di Air India, rafforzando la sua rete Asia-Pacifico proprio mentre il commercio bilaterale riprende vigore: gli scambi commerciali a doppio senso hanno superato i 136 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2025.
Il processo di ottenimento del visto resta un’incognita: il centro visti cinese a Nuova Delhi attualmente indica un tempo di elaborazione di 10 giorni lavorativi per i visti business di tipo M, e i viaggiatori devono presentare un test PCR COVID-19 effettuato entro 48 ore dalla partenza. Tuttavia, i due governi sono in trattativa per rilanciare l’accordo sui visti business multipli del 2019.
La mossa della compagnia si inserisce nel rinnovo della flotta post-privatizzazione e si allinea alla strategia del CEO Campbell Wilson di catturare traffico premium su rotte poco servite dai concorrenti del Golfo.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il ripristino di questa rotta riapre un collegamento cruciale per dirigenti dei settori farmaceutico, tecnologico e manifatturiero, che dal 2020 hanno dovuto affrontare lunghi scali a Bangkok o Dubai. Il servizio con Boeing 787-8 offrirà 18 posti Business Class completamente reclinabili e 238 posti Economy, con tempi di volo di 7,5 ore in direzione est e 6,5 ore verso ovest.
Sebbene le operazioni inizieranno solo nel 2026, i sistemi di prenotazione mostreranno la disponibilità già questa settimana, permettendo alle aziende di bloccare tariffe contrattuali per i viaggi di lavoro e i rientri dei dipendenti previsti per il prossimo anno. Shanghai diventa così la 48ª destinazione internazionale di Air India, rafforzando la sua rete Asia-Pacifico proprio mentre il commercio bilaterale riprende vigore: gli scambi commerciali a doppio senso hanno superato i 136 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2025.
Il processo di ottenimento del visto resta un’incognita: il centro visti cinese a Nuova Delhi attualmente indica un tempo di elaborazione di 10 giorni lavorativi per i visti business di tipo M, e i viaggiatori devono presentare un test PCR COVID-19 effettuato entro 48 ore dalla partenza. Tuttavia, i due governi sono in trattativa per rilanciare l’accordo sui visti business multipli del 2019.
La mossa della compagnia si inserisce nel rinnovo della flotta post-privatizzazione e si allinea alla strategia del CEO Campbell Wilson di catturare traffico premium su rotte poco servite dai concorrenti del Golfo.
Fonte: The Economic Times / Reuters
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