
Nell’ultimo episodio del podcast On Assignment di Reuters, il giornalista Andrew Gray analizza come i governi di centrosinistra in tutta Europa stiano adottando controlli sull’immigrazione più severi, ponendo l’amministrazione laburista britannica al centro di questa tendenza. Il programma mette in luce le proposte del Regno Unito di questa settimana, che prevedono il raddoppio del periodo di residenza per la stabilizzazione, il contrasto agli arrivi di richiedenti asilo via piccole imbarcazioni e la limitazione dell’accesso al welfare.
Gli intervistati sottolineano che le riforme si ispirano fortemente al modello socialdemocratico danese, che lega la residenza permanente agli anni di lavoro, alla conoscenza della lingua e all’assenza di richieste di sussidi. Gli analisti politici riferiscono a Reuters che la svolta del Labour è una risposta diretta alla crescita del partito Reform UK, ora al 17% nei sondaggi.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, il podcast evidenzia un crescente divario nelle politiche europee. Mentre la Francia sperimenta un aumento dei punti per i visti per talenti destinati agli operatori sanitari e la Germania ha allentato le regole della Opportunity Card, il Regno Unito sta inasprendo le restrizioni su tutti i fronti. I responsabili della mobilità internazionale potrebbero quindi dover rivedere i piani di rotazione regionale e i parametri salariali.
L’episodio segnala inoltre il rischio che il nuovo regime di stabilizzazione britannico possa ridurre i diritti di ricongiungimento familiare, rendendo le sedi londinesi meno attrattive per i professionisti a metà carriera rispetto a Dublino o Amsterdam. I team HR sono invitati a monitorare i tempi della consultazione e a preparare argomentazioni per i dipendenti preoccupati per il loro status a lungo termine.
Reuters segnala che un disegno di legge formale è atteso per l’inizio del 2026, con il Labour fiducioso di approvare rapidamente le misure grazie alla sua ampia maggioranza parlamentare.
Gli intervistati sottolineano che le riforme si ispirano fortemente al modello socialdemocratico danese, che lega la residenza permanente agli anni di lavoro, alla conoscenza della lingua e all’assenza di richieste di sussidi. Gli analisti politici riferiscono a Reuters che la svolta del Labour è una risposta diretta alla crescita del partito Reform UK, ora al 17% nei sondaggi.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, il podcast evidenzia un crescente divario nelle politiche europee. Mentre la Francia sperimenta un aumento dei punti per i visti per talenti destinati agli operatori sanitari e la Germania ha allentato le regole della Opportunity Card, il Regno Unito sta inasprendo le restrizioni su tutti i fronti. I responsabili della mobilità internazionale potrebbero quindi dover rivedere i piani di rotazione regionale e i parametri salariali.
L’episodio segnala inoltre il rischio che il nuovo regime di stabilizzazione britannico possa ridurre i diritti di ricongiungimento familiare, rendendo le sedi londinesi meno attrattive per i professionisti a metà carriera rispetto a Dublino o Amsterdam. I team HR sono invitati a monitorare i tempi della consultazione e a preparare argomentazioni per i dipendenti preoccupati per il loro status a lungo termine.
Reuters segnala che un disegno di legge formale è atteso per l’inizio del 2026, con il Labour fiducioso di approvare rapidamente le misure grazie alla sua ampia maggioranza parlamentare.
Fonte: Reuters
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