
In avvisi sincronizzati pubblicati sul Federal Register il 21 novembre e evidenziati lunedì dallo studio legale specializzato in immigrazione Miller Mayer, tre agenzie chiave dell’immigrazione—USCIS, Customs and Border Protection e Immigration and Customs Enforcement—hanno dettagliato gli adeguamenti delle tariffe legati all’inflazione che entreranno in vigore il 1° gennaio 2026. Gli aumenti, previsti dalle disposizioni di bilancio del “One Big Beautiful Bill Act”, variano da modesti (10 dollari per i primi permessi di lavoro per richiedenti asilo) a più consistenti (fino a 130 dollari su alcune sanzioni ICE).
Per l’immigrazione d’affari, le novità principali sono incrementali: la tariffa per il modulo I-765 per l’autorizzazione al lavoro sale da 550 a 560 dollari per i richiedenti asilo o permesso di soggiorno iniziale; l’autorizzazione di viaggio ESTA di CBP aumenta da 40 a 40,27 dollari; e la tariffa per il sistema elettronico di aggiornamento del visto passa da 30 a 30,75 dollari. La tariffa I-94 per il confine terrestre resta invariata, ma gli esperti avvertono che anche piccoli aumenti possono causare errori nelle scadenze di presentazione se i protocolli aziendali per l’emissione degli assegni non vengono aggiornati tempestivamente.
USCIS avverte che qualsiasi petizione con data di spedizione dal 1° gennaio in poi senza la tariffa corretta sarà respinta, un rischio da non sottovalutare soprattutto durante le chiusure festive di fine anno. I responsabili HR e della mobilità internazionale dovrebbero verificare i casi in sospeso, aggiornare le previsioni di spesa interne e informare i dipendenti che presentano autonomamente alcune domande (ad esempio, i permessi di lavoro OPT) sui nuovi importi.
Sebbene gli adeguamenti siano meno drastici rispetto agli aumenti generalizzati proposti (e bloccati) all’inizio dell’anno, sottolineano l’uso da parte di USCIS di meccanismi automatici di adeguamento all’inflazione per stabilizzare il finanziamento basato sulle tariffe. I datori di lavoro devono quindi aspettarsi simili aggiustamenti annuali, rendendo indispensabili revisioni regolari del budget.
Per l’immigrazione d’affari, le novità principali sono incrementali: la tariffa per il modulo I-765 per l’autorizzazione al lavoro sale da 550 a 560 dollari per i richiedenti asilo o permesso di soggiorno iniziale; l’autorizzazione di viaggio ESTA di CBP aumenta da 40 a 40,27 dollari; e la tariffa per il sistema elettronico di aggiornamento del visto passa da 30 a 30,75 dollari. La tariffa I-94 per il confine terrestre resta invariata, ma gli esperti avvertono che anche piccoli aumenti possono causare errori nelle scadenze di presentazione se i protocolli aziendali per l’emissione degli assegni non vengono aggiornati tempestivamente.
USCIS avverte che qualsiasi petizione con data di spedizione dal 1° gennaio in poi senza la tariffa corretta sarà respinta, un rischio da non sottovalutare soprattutto durante le chiusure festive di fine anno. I responsabili HR e della mobilità internazionale dovrebbero verificare i casi in sospeso, aggiornare le previsioni di spesa interne e informare i dipendenti che presentano autonomamente alcune domande (ad esempio, i permessi di lavoro OPT) sui nuovi importi.
Sebbene gli adeguamenti siano meno drastici rispetto agli aumenti generalizzati proposti (e bloccati) all’inizio dell’anno, sottolineano l’uso da parte di USCIS di meccanismi automatici di adeguamento all’inflazione per stabilizzare il finanziamento basato sulle tariffe. I datori di lavoro devono quindi aspettarsi simili aggiustamenti annuali, rendendo indispensabili revisioni regolari del budget.
Fonte: Miller Mayer Law Firm