
Il sindacato Public and Commercial Services (PCS) ha confermato il 27 novembre che oltre 120 ufficiali marittimi della Border Force sciopereranno per 12 ore il 1° dicembre. L’azione segue uno sciopero avvenuto all’inizio del mese che ha lasciato inattive diverse imbarcazioni di pattuglia ed è legata a una controversia di sei anni riguardante l’abolizione di indennità specialistiche e modifiche ai termini contrattuali.
Gli ufficiali marittimi sono responsabili dell’intercettazione di attraversamenti su piccole imbarcazioni, del controllo a bordo per verifiche sull’immigrazione e della collaborazione con unità speciali per operazioni anti-terrorismo e contrasto al traffico di droga. Il PCS ha riferito che il 96% dei membri ha votato a favore di ulteriori scioperi, segnalando una profonda frustrazione per le trattative salariali bloccate.
Lo sciopero arriva in un momento in cui gli arrivi su piccole imbarcazioni restano un tema politicamente sensibile, nonostante il calo complessivo dei flussi migratori. I piani di emergenza del Ministero dell’Interno prevedono la riallocazione del personale a terra e il noleggio di imbarcazioni private, ma fonti interne avvertono che le lacune operative potrebbero rallentare i tempi di risposta e aumentare i rischi per la sicurezza nel Canale della Manica.
Per i responsabili della mobilità globale e dei viaggi l’impatto immediato è limitato: porti commerciali e aeroporti non sono coinvolti, ma un prolungato stato di agitazione marittima potrebbe ritardare le spedizioni di merci e intensificare i controlli sui movimenti attraverso il Canale. Le aziende che trasportano merci di alto valore via Dover o Southampton dovrebbero monitorare gli avvisi della Border Force e valutare rotte alternative per le spedizioni urgenti.
Il PCS avverte che potrebbero esserci altre date di sciopero se non arriveranno proposte. Il Ministero dell’Interno assicura che le indennità sono in fase di revisione, ma sottolinea che le pressioni di bilancio dovute all’aumento dei costi per l’asilo limitano le possibilità di concessioni.
Gli ufficiali marittimi sono responsabili dell’intercettazione di attraversamenti su piccole imbarcazioni, del controllo a bordo per verifiche sull’immigrazione e della collaborazione con unità speciali per operazioni anti-terrorismo e contrasto al traffico di droga. Il PCS ha riferito che il 96% dei membri ha votato a favore di ulteriori scioperi, segnalando una profonda frustrazione per le trattative salariali bloccate.
Lo sciopero arriva in un momento in cui gli arrivi su piccole imbarcazioni restano un tema politicamente sensibile, nonostante il calo complessivo dei flussi migratori. I piani di emergenza del Ministero dell’Interno prevedono la riallocazione del personale a terra e il noleggio di imbarcazioni private, ma fonti interne avvertono che le lacune operative potrebbero rallentare i tempi di risposta e aumentare i rischi per la sicurezza nel Canale della Manica.
Per i responsabili della mobilità globale e dei viaggi l’impatto immediato è limitato: porti commerciali e aeroporti non sono coinvolti, ma un prolungato stato di agitazione marittima potrebbe ritardare le spedizioni di merci e intensificare i controlli sui movimenti attraverso il Canale. Le aziende che trasportano merci di alto valore via Dover o Southampton dovrebbero monitorare gli avvisi della Border Force e valutare rotte alternative per le spedizioni urgenti.
Il PCS avverte che potrebbero esserci altre date di sciopero se non arriveranno proposte. Il Ministero dell’Interno assicura che le indennità sono in fase di revisione, ma sottolinea che le pressioni di bilancio dovute all’aumento dei costi per l’asilo limitano le possibilità di concessioni.
Fonte: PCS Union
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