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Il piano UE sui paesi sicuri affronta la protesta di oltre 200 ONG, ma la Germania conferma il rispetto dei tempi previsti

dic 9, 2025
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Il piano UE sui paesi sicuri affronta la protesta di oltre 200 ONG, ma la Germania conferma il rispetto dei tempi previsti
A poche ore dall’adozione da parte del Consiglio UE di una lista comune di “paesi sicuri”, un’alleanza di 212 organizzazioni della società civile – tra cui Pro Asyl e Caritas in Germania – ha diffuso una lettera aperta in cui invita Berlino a porre il veto alla proposta durante i negoziati finali del trilogo. Secondo loro, la lista, che include paesi come Egitto, Marocco e India come sicuri per i rimpatri, ignora i rischi concreti di persecuzione e rischia di “istituzionalizzare il respingimento”.

Il Ministero dell’Interno tedesco ha respinto le critiche, sottolineando che la direttiva prevede valutazioni individuali del rischio e che i tribunali amministrativi tedeschi mantengono piena supervisione. I funzionari hanno aggiunto che una lista armonizzata porrebbe fine all’attuale frammentazione, in cui alcuni Stati membri UE considerano già gli stessi paesi sicuri e forzano i rimpatri tramite accordi bilaterali.

Il piano UE sui paesi sicuri affronta la protesta di oltre 200 ONG, ma la Germania conferma il rispetto dei tempi previsti


Gli esperti legali sono divisi. Alcuni sostengono che la posizione del Consiglio codifichi semplicemente la giurisprudenza esistente e offra chiarezza necessaria alle imprese che assumono da questi paesi. Altri avvertono che i rigetti accelerati potrebbero sovraccaricare i tribunali regionali e creare situazioni di “limbo aeroportuale” se i voli di ritorno non sono immediatamente disponibili.

Per i dipartimenti HR la controversia va oltre la politica. Se alcuni paesi di origine vengono etichettati come sicuri, futuri studenti o candidati potrebbero trovare più difficile presentare richieste di asilo come opzione di riserva, aumentando l’importanza di percorsi solidi per i visti di lavoro e strutture di datore di lavoro registrato.

I negoziati del trilogo inizieranno la prossima settimana; la presidenza tedesca spera ancora di chiudere un accordo entro fine anno, ma la pressione delle ONG potrebbe imporre ulteriori garanzie o clausole transitorie.
Fonte: Reuters

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