
La Border Force ha confermato domenica mattina che le traversate in piccoli natanti attraverso la Manica sono riprese il 13 dicembre, dopo una pausa di 28 giorni dovuta alle condizioni meteorologiche, la più lunga dall’inizio delle registrazioni nel 2018. Centinaia di persone sono state portate a terra a Dover, riaccendendo un tema politicamente delicato che era temporaneamente scomparso dai titoli.
La ministra dell’Interno Shabana Mahmood ha dichiarato a Sky News che finora quest’anno sono stati impediti oltre 20.000 tentativi di attraversamento grazie a pattugliamenti congiunti e a un accordo di finanziamento da 500 milioni di sterline con la Francia, ma ha ammesso che i trafficanti sono “adattabili” e che le condizioni invernali hanno solo ritardato, non impedito, le partenze.
La ripresa delle traversate aumenta la pressione sul governo in vista del picco dei viaggi durante le festività. Compagnie aeree e operatori di traghetti temono che un aumento improvviso degli arrivi possa causare riassegnazioni d’emergenza della Border Force, allungando le code per i viaggiatori regolari. I team di mobilità aziendale dovrebbero avvisare il personale in arrivo da destinazioni UE che i tempi di elaborazione nei porti del Kent potrebbero variare in modo imprevedibile durante la prossima ondata di freddo.
Le implicazioni politiche sono altrettanto rilevanti. A gennaio il Parlamento discuterà una normativa secondaria che renderebbe operativo il progetto pilota UK-Francia “uno dentro, uno fuori” per i rimpatri e criminalizzerebbe le pubblicità sui social media relative alle traversate. Gli osservatori ritengono che gli arrivi del fine settimana rafforzeranno le richieste dei parlamentari di maggioranza per un’attuazione più rapida e potrebbero complicare la revisione prevista dal Labour sulle quote per i percorsi sicuri.
Le aziende che impiegano lavoratori stagionali dell’UE dovrebbero seguire attentamente gli sviluppi: qualsiasi meccanismo di rimozione accelerata potrebbe ridurre la disponibilità di manodopera a breve termine in agricoltura, ospitalità e logistica, qualora i lavoratori non rispettassero le condizioni del visto o incontrassero ritardi nella documentazione.
La ministra dell’Interno Shabana Mahmood ha dichiarato a Sky News che finora quest’anno sono stati impediti oltre 20.000 tentativi di attraversamento grazie a pattugliamenti congiunti e a un accordo di finanziamento da 500 milioni di sterline con la Francia, ma ha ammesso che i trafficanti sono “adattabili” e che le condizioni invernali hanno solo ritardato, non impedito, le partenze.
La ripresa delle traversate aumenta la pressione sul governo in vista del picco dei viaggi durante le festività. Compagnie aeree e operatori di traghetti temono che un aumento improvviso degli arrivi possa causare riassegnazioni d’emergenza della Border Force, allungando le code per i viaggiatori regolari. I team di mobilità aziendale dovrebbero avvisare il personale in arrivo da destinazioni UE che i tempi di elaborazione nei porti del Kent potrebbero variare in modo imprevedibile durante la prossima ondata di freddo.
Le implicazioni politiche sono altrettanto rilevanti. A gennaio il Parlamento discuterà una normativa secondaria che renderebbe operativo il progetto pilota UK-Francia “uno dentro, uno fuori” per i rimpatri e criminalizzerebbe le pubblicità sui social media relative alle traversate. Gli osservatori ritengono che gli arrivi del fine settimana rafforzeranno le richieste dei parlamentari di maggioranza per un’attuazione più rapida e potrebbero complicare la revisione prevista dal Labour sulle quote per i percorsi sicuri.
Le aziende che impiegano lavoratori stagionali dell’UE dovrebbero seguire attentamente gli sviluppi: qualsiasi meccanismo di rimozione accelerata potrebbe ridurre la disponibilità di manodopera a breve termine in agricoltura, ospitalità e logistica, qualora i lavoratori non rispettassero le condizioni del visto o incontrassero ritardi nella documentazione.
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