
Il rapporto demografico del terzo trimestre di Statistics Canada, ottenuto da The Guardian il 17 dicembre 2025, mostra un calo della popolazione del paese dello 0,2%, scendendo a 41,6 milioni, il calo trimestrale più marcato nella storia moderna. La diminuzione è quasi interamente attribuibile a una riduzione del 60% degli studenti internazionali, dopo che Ottawa ha dimezzato le concessioni di permessi di studio e inasprito i criteri per gli “studenti genuini” all’inizio di quest’anno.
Cambiamenti politici e contesto Il Primo Ministro Mark Carney si è impegnato a ridurre la quota di residenti non permanenti (NPR) dal 7,3% della popolazione al 5% entro il 2027, sostenendo che la migrazione temporanea incontrollata ha messo sotto pressione i sistemi abitativi e sanitari. Pur mantenendo un approccio complessivamente favorevole all’immigrazione, il governo liberale sta orientando le ammissioni verso flussi economici permanenti, allontanandosi dai permessi temporanei considerati vulnerabili allo sfruttamento da parte di college poco seri.
Effetti economici I primi segnali indicano che la strategia sta contribuendo a frenare l’inflazione degli affitti nelle grandi città e a contenere la crescita dei prezzi alimentari, riducendo la domanda. Tuttavia, università e college, soprattutto in Ontario, affrontano perdite di entrate che potrebbero portare a chiusure di campus e licenziamenti. Settori che dipendono dagli studenti internazionali per il lavoro part-time, dall’ospitalità al commercio al dettaglio, segnalano carenze di personale in vista delle festività.
Situazione regionale Solo Alberta e Nunavut hanno invertito la tendenza nazionale, registrando una crescita trimestrale dello 0,2% grazie alla migrazione interprovinciale e alle assunzioni nel settore energetico. Ontario e British Columbia, che ospitano le più grandi comunità di studenti internazionali, hanno subito i cali più significativi.
Prospettive future Il Ministero delle Finanze prevede una ripresa graduale della popolazione totale con l’aumento delle ammissioni di residenti permanenti a 380.000 all’anno, ma avverte che l’offerta abitativa deve accelerare di pari passo. Le istituzioni che reclutano studenti stranieri dovranno orientarsi verso programmi meno numerosi ma di maggior valore e dimostrare solide politiche abitative per assicurarsi future concessioni di permessi.
Cambiamenti politici e contesto Il Primo Ministro Mark Carney si è impegnato a ridurre la quota di residenti non permanenti (NPR) dal 7,3% della popolazione al 5% entro il 2027, sostenendo che la migrazione temporanea incontrollata ha messo sotto pressione i sistemi abitativi e sanitari. Pur mantenendo un approccio complessivamente favorevole all’immigrazione, il governo liberale sta orientando le ammissioni verso flussi economici permanenti, allontanandosi dai permessi temporanei considerati vulnerabili allo sfruttamento da parte di college poco seri.
Effetti economici I primi segnali indicano che la strategia sta contribuendo a frenare l’inflazione degli affitti nelle grandi città e a contenere la crescita dei prezzi alimentari, riducendo la domanda. Tuttavia, università e college, soprattutto in Ontario, affrontano perdite di entrate che potrebbero portare a chiusure di campus e licenziamenti. Settori che dipendono dagli studenti internazionali per il lavoro part-time, dall’ospitalità al commercio al dettaglio, segnalano carenze di personale in vista delle festività.
Situazione regionale Solo Alberta e Nunavut hanno invertito la tendenza nazionale, registrando una crescita trimestrale dello 0,2% grazie alla migrazione interprovinciale e alle assunzioni nel settore energetico. Ontario e British Columbia, che ospitano le più grandi comunità di studenti internazionali, hanno subito i cali più significativi.
Prospettive future Il Ministero delle Finanze prevede una ripresa graduale della popolazione totale con l’aumento delle ammissioni di residenti permanenti a 380.000 all’anno, ma avverte che l’offerta abitativa deve accelerare di pari passo. Le istituzioni che reclutano studenti stranieri dovranno orientarsi verso programmi meno numerosi ma di maggior valore e dimostrare solide politiche abitative per assicurarsi future concessioni di permessi.
Fonte: The Guardian
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