
Una protesta durata dieci giorni con blocchi di trattori contro le norme di abbattimento per la malattia della pelle a noduli e il congelamento dell’accordo commerciale UE-Mercosur non accenna a placarsi, nonostante l’offerta in cinque punti presentata dal Primo Ministro Sébastien Lecornu ai leader dei sindacati agricoli la sera del 20 dicembre. I sindacati di minoranza hanno rifiutato la richiesta di una pausa festiva, lasciando ai gruppi regionali la libertà di proseguire le azioni che hanno già bloccato tratti dell’autostrada A7 nella valle del Rodano e congestionato le strade di accesso alle località sciistiche alpine.
Sebbene le proteste riguardino la politica agricola, l’impatto più immediato si avverte nei trasporti: i servizi di autobus regionali sono stati deviati, le aziende di trasporto merci devono affrontare deviazioni che comportano fino a 500 euro in più di costi per il diesel a viaggio, e i tour operator segnalano un aumento delle cancellazioni di vacanze natalizie sugli sci.
Il Ministero dell’Interno ha autorizzato i prefetti a requisire carro attrezzi in caso di blocchi che minaccino l’accesso ai servizi di emergenza, ma fonti interne ammettono che rimuovere forzatamente i blocchi pochi giorni prima di Natale potrebbe aggravare ulteriormente le tensioni.
Le multinazionali con catene di approvvigionamento just-in-time stanno attivando piani di emergenza, spostando le merci su rotaia dove possibile e consigliando al personale in viaggio di prevedere tempi supplementari o di posticipare spostamenti non essenziali. I responsabili della mobilità dovrebbero monitorare gli avvisi prefettizi e preparare soluzioni alternative di alloggio per i dipendenti nelle aree interessate.
I sindacati si riuniranno nuovamente il 26 dicembre per valutare eventuali concessioni; fino ad allora, le imprese devono prepararsi a interruzioni a intermittenza sulle principali vie di trasporto merci, in particolare sulle autostrade A6/A7, A61 e sulle tangenziali di Tolosa e Lione.
Sebbene le proteste riguardino la politica agricola, l’impatto più immediato si avverte nei trasporti: i servizi di autobus regionali sono stati deviati, le aziende di trasporto merci devono affrontare deviazioni che comportano fino a 500 euro in più di costi per il diesel a viaggio, e i tour operator segnalano un aumento delle cancellazioni di vacanze natalizie sugli sci.
Il Ministero dell’Interno ha autorizzato i prefetti a requisire carro attrezzi in caso di blocchi che minaccino l’accesso ai servizi di emergenza, ma fonti interne ammettono che rimuovere forzatamente i blocchi pochi giorni prima di Natale potrebbe aggravare ulteriormente le tensioni.
Le multinazionali con catene di approvvigionamento just-in-time stanno attivando piani di emergenza, spostando le merci su rotaia dove possibile e consigliando al personale in viaggio di prevedere tempi supplementari o di posticipare spostamenti non essenziali. I responsabili della mobilità dovrebbero monitorare gli avvisi prefettizi e preparare soluzioni alternative di alloggio per i dipendenti nelle aree interessate.
I sindacati si riuniranno nuovamente il 26 dicembre per valutare eventuali concessioni; fino ad allora, le imprese devono prepararsi a interruzioni a intermittenza sulle principali vie di trasporto merci, in particolare sulle autostrade A6/A7, A61 e sulle tangenziali di Tolosa e Lione.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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