
Migliaia di vacanzieri diretti in Francia si sono trovati bloccati in code di diversi chilometri fuori dal porto di Dover sabato 20 dicembre, a causa del crash dei sistemi della Police aux Frontières francesi utilizzati per i controlli di ingresso e uscita, durato quasi quattro ore. Eurotunnel ha segnalato interruzioni simili al terminal di Folkestone, costringendo gli operatori a rallentare il ciclo di imbarco con controlli passaporti manuali.
Le autorità portuali hanno dichiarato che nel weekend erano attese quasi 30.000 auto, il più alto numero di partenze natalizie mai registrato, rendendo cruciale la resilienza dei sistemi. Una volta raggiunti i chioschi, i controlli da parte degli agenti francesi sono stati rapidi, ma il collo di bottiglia ha causato ingorghi sulla A20 e A2. Dover ha invitato i viaggiatori a non presentarsi più di due ore prima della partenza, ma molti hanno ignorato l’avviso, aggravando la congestione.
Sebbene compagnie di traghetti come P&O siano riuscite a riassegnare le prenotazioni perse a partenze successive, le aziende di logistica che trasportano merci just-in-time hanno segnalato ritardi fino a sei ore, con alcuni autisti costretti a fermarsi prima del porto per rispettare le norme UE sui tachigrafi.
L’episodio riapre il dibattito sulla preparazione delle tecnologie di frontiera in vista del lancio completo del Sistema di Entrata/Uscita UE (EES) previsto per il prossimo anno. Le associazioni industriali britanniche e francesi chiedono un piano di emergenza congiunto per evitare disagi simili durante il picco delle vacanze scolastiche di febbraio.
I team di mobilità aziendale dovrebbero consigliare ai viaggiatori di prevedere un margine extra di mezza giornata negli itinerari che coinvolgono Dover o Eurotunnel, fino a quando l’affidabilità dei sistemi non migliorerà, e di conservare le prove dei ritardi per eventuali richieste di rimborso o indennità di diaria.
Le autorità portuali hanno dichiarato che nel weekend erano attese quasi 30.000 auto, il più alto numero di partenze natalizie mai registrato, rendendo cruciale la resilienza dei sistemi. Una volta raggiunti i chioschi, i controlli da parte degli agenti francesi sono stati rapidi, ma il collo di bottiglia ha causato ingorghi sulla A20 e A2. Dover ha invitato i viaggiatori a non presentarsi più di due ore prima della partenza, ma molti hanno ignorato l’avviso, aggravando la congestione.
Sebbene compagnie di traghetti come P&O siano riuscite a riassegnare le prenotazioni perse a partenze successive, le aziende di logistica che trasportano merci just-in-time hanno segnalato ritardi fino a sei ore, con alcuni autisti costretti a fermarsi prima del porto per rispettare le norme UE sui tachigrafi.
L’episodio riapre il dibattito sulla preparazione delle tecnologie di frontiera in vista del lancio completo del Sistema di Entrata/Uscita UE (EES) previsto per il prossimo anno. Le associazioni industriali britanniche e francesi chiedono un piano di emergenza congiunto per evitare disagi simili durante il picco delle vacanze scolastiche di febbraio.
I team di mobilità aziendale dovrebbero consigliare ai viaggiatori di prevedere un margine extra di mezza giornata negli itinerari che coinvolgono Dover o Eurotunnel, fino a quando l’affidabilità dei sistemi non migliorerà, e di conservare le prove dei ritardi per eventuali richieste di rimborso o indennità di diaria.
Fonte: The Guardian / The Connexion
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