
L’aeroporto internazionale di Larnaca (LCA) ha vissuto un’altra giornata di disagi il 22 dicembre, dopo che Israele ha esteso la chiusura parziale del proprio spazio aereo in un contesto di fragile cessate il fuoco tra Iran e Israele. Le compagnie israeliane Israir e Arkia, la nuova Air Haifa, insieme ai partner regionali Aegean e Cyprus Airways, hanno cancellato nove arrivi da Tel Aviv e due da Haifa, eliminando circa 1.700 posti dal programma di Larnaca per lunedì.
Hermes Airports ha attivato il protocollo di gestione delle interruzioni, schierando personale aggiuntivo per assistere nelle riprenotazioni e collaborando con i tour operator della costa orientale di Cipro per garantire camere d’albergo a turisti e viaggiatori d’affari bloccati. Gli operatori charter hanno ricevuto l’autorizzazione a effettuare voli “di rimpatrio” straordinari con permessi speciali, ma la capacità rimaneva limitata nel pieno del periodo natalizio.
Le cancellazioni mettono in luce la crescente dipendenza di Cipro dal mercato israeliano, che rappresenta circa il 15% del traffico invernale. Le agenzie di gestione viaggi (TMC) consigliano ai clienti con appuntamenti a Tel Aviv o Nicosia di prevedere giorni di margine extra negli itinerari e di mantenere biglietti flessibili che consentano di deviare via Atene o Istanbul in caso di nuove chiusure dello spazio aereo israeliano.
Per le aziende con attività nel Levante, l’episodio è un monito a rivedere i protocolli di duty of care: assicurarsi che i dipendenti siano iscritti a strumenti di monitoraggio viaggi in tempo reale, verificare che l’assicurazione per evacuazioni d’emergenza copra hub vicini come Larnaca, e informare il personale su alternative via terra o mare qualora i voli restassero bloccati a lungo.
Il Dipartimento dell’Aviazione Civile di Cipro ha dichiarato di monitorare gli sviluppi “ora per ora” ed è pronto ad approvare slot notturni o movimenti charter aggiuntivi per smaltire eventuali arretrati non appena Israele rimuoverà le restrizioni.
Hermes Airports ha attivato il protocollo di gestione delle interruzioni, schierando personale aggiuntivo per assistere nelle riprenotazioni e collaborando con i tour operator della costa orientale di Cipro per garantire camere d’albergo a turisti e viaggiatori d’affari bloccati. Gli operatori charter hanno ricevuto l’autorizzazione a effettuare voli “di rimpatrio” straordinari con permessi speciali, ma la capacità rimaneva limitata nel pieno del periodo natalizio.
Le cancellazioni mettono in luce la crescente dipendenza di Cipro dal mercato israeliano, che rappresenta circa il 15% del traffico invernale. Le agenzie di gestione viaggi (TMC) consigliano ai clienti con appuntamenti a Tel Aviv o Nicosia di prevedere giorni di margine extra negli itinerari e di mantenere biglietti flessibili che consentano di deviare via Atene o Istanbul in caso di nuove chiusure dello spazio aereo israeliano.
Per le aziende con attività nel Levante, l’episodio è un monito a rivedere i protocolli di duty of care: assicurarsi che i dipendenti siano iscritti a strumenti di monitoraggio viaggi in tempo reale, verificare che l’assicurazione per evacuazioni d’emergenza copra hub vicini come Larnaca, e informare il personale su alternative via terra o mare qualora i voli restassero bloccati a lungo.
Il Dipartimento dell’Aviazione Civile di Cipro ha dichiarato di monitorare gli sviluppi “ora per ora” ed è pronto ad approvare slot notturni o movimenti charter aggiuntivi per smaltire eventuali arretrati non appena Israele rimuoverà le restrizioni.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News