
Nuovi dati pubblicati a fine 23 dicembre dal Ministero dell’Interno—e analizzati per la prima volta da Le Monde—rivelano che la Francia ha approvato solo 11.012 “ammissioni eccezionali al soggiorno” (AES) tra gennaio e settembre 2025, in calo rispetto alle 19.001 dello stesso periodo del 2024. Il crollo segue la cosiddetta Circolare Retailleau di gennaio, che ha innalzato il requisito di residenza per i migranti irregolari da cinque a sette anni e ha reso obbligatori i test di lingua francese.
Le regolarizzazioni legate al mercato del lavoro, un tempo una via rapida per addetti alle pulizie, assistenti e personale di cucina, si sono quasi esaurite: sono stati rilasciati solo 702 permessi tramite il percorso separato “carenza di lavoratori” introdotto lo scorso anno. I prefetti ora sono istruiti a emettere automaticamente un Ordine di Abbandono del Territorio Francese (OQTF) in caso di rifiuto di una richiesta AES, aumentando così i rischi legali per i richiedenti e i loro datori di lavoro.
Per le multinazionali ciò significa un controllo più rigoroso sui subappaltatori in settori come logistica, ristorazione e costruzioni. Anche un solo lavoratore irregolare può ora comportare multe fino a 18.750 euro secondo le nuove norme CESEDA, oltre a rischi reputazionali durante le gare pubbliche. I team dedicati alla mobilità dovrebbero verificare la conformità dei fornitori, controllare i documenti di diritto al lavoro e prevedere tempi più lunghi per le pratiche interne di cambio di status.
I sindacati e le ONG accusano il governo di aver creato una “trappola per le espulsioni” che scoraggia i migranti idonei dal fare domanda. Il Ministero dell’Interno replica che la circolare ristabilisce la fiducia pubblica eliminando le “frodi documentali” e uniformando le pratiche tra le prefetture. Una revisione parlamentare è prevista per marzo 2026; le associazioni di categoria stanno facendo pressione per tempi di elaborazione più chiari e uniformi a livello nazionale.
Le regolarizzazioni legate al mercato del lavoro, un tempo una via rapida per addetti alle pulizie, assistenti e personale di cucina, si sono quasi esaurite: sono stati rilasciati solo 702 permessi tramite il percorso separato “carenza di lavoratori” introdotto lo scorso anno. I prefetti ora sono istruiti a emettere automaticamente un Ordine di Abbandono del Territorio Francese (OQTF) in caso di rifiuto di una richiesta AES, aumentando così i rischi legali per i richiedenti e i loro datori di lavoro.
Per le multinazionali ciò significa un controllo più rigoroso sui subappaltatori in settori come logistica, ristorazione e costruzioni. Anche un solo lavoratore irregolare può ora comportare multe fino a 18.750 euro secondo le nuove norme CESEDA, oltre a rischi reputazionali durante le gare pubbliche. I team dedicati alla mobilità dovrebbero verificare la conformità dei fornitori, controllare i documenti di diritto al lavoro e prevedere tempi più lunghi per le pratiche interne di cambio di status.
I sindacati e le ONG accusano il governo di aver creato una “trappola per le espulsioni” che scoraggia i migranti idonei dal fare domanda. Il Ministero dell’Interno replica che la circolare ristabilisce la fiducia pubblica eliminando le “frodi documentali” e uniformando le pratiche tra le prefetture. Una revisione parlamentare è prevista per marzo 2026; le associazioni di categoria stanno facendo pressione per tempi di elaborazione più chiari e uniformi a livello nazionale.
Fonte: Le Monde / VisaHQ analysis