
La piattaforma di trasferimento Jobbatical e diversi studi legali specializzati in immigrazione hanno aggiornato le loro linee guida per la Francia, confermando che i titolari del visto di lunga durata per visitatori (VLS-TS « visiteur ») non possono più svolgere alcuna attività lavorativa da remoto, nemmeno per datori di lavoro esteri, a seguito di una circolare congiunta del Ministero dell’Interno e del Ministero delle Finanze emessa in aprile e applicata su tutto il territorio nazionale da giugno.
La precisazione, pubblicata il 20 dicembre, segnala che diverse prefetture hanno già respinto le richieste di rinnovo del visto per visitatori quando i richiedenti hanno ammesso di lavorare in telelavoro, causando ricorsi e, in alcuni casi, partenze improvvise. Si invita quindi i datori di lavoro a trasferire il personale interessato in categorie alternative come ‘Profession Libérale’, ‘Passeport Talent – Salariés en Mission’ o la Carta Blu UE.
In pratica, questo cambiamento di politica elimina una soluzione molto utilizzata dalle aziende per far soggiornare in Francia coniugi non UE, stagisti in anno sabbatico e nomadi digitali senza dover affrontare i tradizionali controlli sul mercato del lavoro. I team di mobilità aziendale dovranno ora prevedere tempi più lunghi e costi legali aggiuntivi – generalmente tra 1.200 e 2.000 euro – per la richiesta di cambio di status e adeguare la gestione delle buste paga agli standard francesi qualora il personale inizi contratti locali.
Il mancato adeguamento dello status potrebbe esporre le aziende a sanzioni fino a 18.750 euro per lavoratore non autorizzato, secondo le nuove regole sanzionatorie CESEDA aggiornate all’inizio di quest’anno. I reparti HR sono quindi invitati a verificare i titolari di visto per visitatori attuali, emettere avvisi di cessazione del lavoro da remoto se necessario e pianificare percorsi migratori alternativi prima del primo ciclo di rinnovi previsto per inizio 2026.
La precisazione, pubblicata il 20 dicembre, segnala che diverse prefetture hanno già respinto le richieste di rinnovo del visto per visitatori quando i richiedenti hanno ammesso di lavorare in telelavoro, causando ricorsi e, in alcuni casi, partenze improvvise. Si invita quindi i datori di lavoro a trasferire il personale interessato in categorie alternative come ‘Profession Libérale’, ‘Passeport Talent – Salariés en Mission’ o la Carta Blu UE.
In pratica, questo cambiamento di politica elimina una soluzione molto utilizzata dalle aziende per far soggiornare in Francia coniugi non UE, stagisti in anno sabbatico e nomadi digitali senza dover affrontare i tradizionali controlli sul mercato del lavoro. I team di mobilità aziendale dovranno ora prevedere tempi più lunghi e costi legali aggiuntivi – generalmente tra 1.200 e 2.000 euro – per la richiesta di cambio di status e adeguare la gestione delle buste paga agli standard francesi qualora il personale inizi contratti locali.
Il mancato adeguamento dello status potrebbe esporre le aziende a sanzioni fino a 18.750 euro per lavoratore non autorizzato, secondo le nuove regole sanzionatorie CESEDA aggiornate all’inizio di quest’anno. I reparti HR sono quindi invitati a verificare i titolari di visto per visitatori attuali, emettere avvisi di cessazione del lavoro da remoto se necessario e pianificare percorsi migratori alternativi prima del primo ciclo di rinnovi previsto per inizio 2026.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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