
I viaggiatori possono ora soggiornare in Canada per periodi più lunghi senza dover richiedere ripetute proroghe, grazie alla nuova politica sui visti turistici entrata in vigore il 5 gennaio 2026. Pur mantenendo la regola standard dei sei mesi, gli agenti di frontiera sono stati istruiti a concedere periodi di soggiorno più lunghi—di solito fino a un anno—quando i richiedenti dimostrano di avere fondi sufficienti e un piano chiaro per l’uscita dal paese.
La riforma risponde alle lamentele di famiglie e associazioni turistiche, secondo cui le frequenti richieste di proroga intasavano il flusso di lavoro di IRCC e scoraggiavano i viaggi a lungo raggio. Inoltre, allinea il Canada a destinazioni simili come Australia e Nuova Zelanda, che concedono abitualmente soggiorni di 12 mesi ai visitatori autentici.
Le regole fondamentali di conformità restano in vigore. I visitatori non possono lavorare o studiare senza autorizzazioni specifiche, e gli agenti possono comunque ridurre o annullare il soggiorno in caso di sospetto abuso. IRCC ha avvertito che la politica più flessibile non crea un diritto automatico di permanenza; i titolari devono comunque rispettare la data indicata sul passaporto o nel documento elettronico di viaggio.
Per le aziende, la novità semplifica l’accoglienza dei familiari di dipendenti internazionali e consente viaggi esplorativi più lunghi per potenziali trasferimenti. I responsabili dei viaggi dovrebbero aggiornare i modelli di lettera d’invito per specificare chiaramente la durata desiderata del soggiorno e prevedere un budget per una copertura assicurativa medica estesa.
Hotel e agenzie di gestione delle destinazioni stanno già promuovendo pacchetti multi-stagionali rivolti a “snowbirds” e nomadi digitali che in passato lasciavano il paese ogni sei mesi per rinnovare il loro status.
La riforma risponde alle lamentele di famiglie e associazioni turistiche, secondo cui le frequenti richieste di proroga intasavano il flusso di lavoro di IRCC e scoraggiavano i viaggi a lungo raggio. Inoltre, allinea il Canada a destinazioni simili come Australia e Nuova Zelanda, che concedono abitualmente soggiorni di 12 mesi ai visitatori autentici.
Le regole fondamentali di conformità restano in vigore. I visitatori non possono lavorare o studiare senza autorizzazioni specifiche, e gli agenti possono comunque ridurre o annullare il soggiorno in caso di sospetto abuso. IRCC ha avvertito che la politica più flessibile non crea un diritto automatico di permanenza; i titolari devono comunque rispettare la data indicata sul passaporto o nel documento elettronico di viaggio.
Per le aziende, la novità semplifica l’accoglienza dei familiari di dipendenti internazionali e consente viaggi esplorativi più lunghi per potenziali trasferimenti. I responsabili dei viaggi dovrebbero aggiornare i modelli di lettera d’invito per specificare chiaramente la durata desiderata del soggiorno e prevedere un budget per una copertura assicurativa medica estesa.
Hotel e agenzie di gestione delle destinazioni stanno già promuovendo pacchetti multi-stagionali rivolti a “snowbirds” e nomadi digitali che in passato lasciavano il paese ogni sei mesi per rinnovare il loro status.
Fonte: WestHill CI