
Il governo irlandese si prepara alla riforma più radicale del suo sistema di asilo degli ultimi decenni. Secondo una nota informativa del Consiglio dei Ministri vista da The Irish Times, il Ministro della Giustizia Jim O’Callaghan presenterà il 14 gennaio una bozza di disegno di legge sulla Protezione Internazionale che, tra le altre misure, estende il periodo di attesa prima che i rifugiati possano ricongiungere i familiari immediati in Irlanda, da 12 mesi a tre anni. La norma riguarderà coniugi, partner e figli a carico, con l’obiettivo di allineare l’Irlanda ai tempi più restrittivi per il ricongiungimento familiare recentemente approvati dagli Stati membri UE nell’ambito del patto migratorio europeo.
Le autorità sostengono che la modifica sia necessaria per frenare i movimenti secondari all’interno dell’UE e per ridurre la pressione sul sistema di accoglienza irlandese, che ha faticato a ospitare un numero record di richiedenti nel biennio 2024-25. I dati del Dipartimento di Giustizia mostrano che le espulsioni volontarie e forzate di richiedenti respinti sono aumentate dell’89% lo scorso anno, ma continuano a essere presentate oltre 100 nuove domande di protezione ogni settimana. Il disegno di legge prevede inoltre la sostituzione del Tribunale per i Ricorsi sulla Protezione Internazionale con un nuovo Tribunale per i Ricorsi su Asilo e Rimpatri (TARA), dotato di poteri per accelerare i casi manifestamente infondati.
Le organizzazioni della società civile, tra cui l’Irish Refugee Council, avvertono che il blocco triennale rischia di aggravare problemi di salute mentale e ostacolare l’integrazione, prolungando la separazione familiare. Anche il lobby delle imprese Ibec esprime preoccupazione, temendo che la proposta possa scoraggiare rifugiati altamente qualificati, in particolare nel settore tecnologico, che hanno iniziato a colmare le lacune occupazionali grazie alle attuali regole del permesso Stamp 4.
Per i datori di lavoro, l’impatto più immediato riguarderà la pianificazione della mobilità internazionale per il personale che ha recentemente ottenuto o sta ottenendo lo status di rifugiato. I team HR potrebbero dover rivedere pacchetti di trasferimento, indennità abitative e budget per il supporto sociale, tenendo conto di periodi prolungati di permanenza in stato di single. I consulenti per l’immigrazione raccomandano ai rifugiati già presenti in Irlanda di presentare le domande di ricongiungimento familiare prima che la legge entri in vigore; le clausole transitorie non sono ancora state pubblicate.
Se approvata nei tempi previsti, la nuova normativa entrerà in vigore prima dell’entrata in vigore del Regolamento UE sulle Procedure Comuni, prevista per giugno 2026, collocando l’Irlanda tra i primi Stati membri ad applicare la linea più severa del patto europeo su protezione e rimpatri.
Le autorità sostengono che la modifica sia necessaria per frenare i movimenti secondari all’interno dell’UE e per ridurre la pressione sul sistema di accoglienza irlandese, che ha faticato a ospitare un numero record di richiedenti nel biennio 2024-25. I dati del Dipartimento di Giustizia mostrano che le espulsioni volontarie e forzate di richiedenti respinti sono aumentate dell’89% lo scorso anno, ma continuano a essere presentate oltre 100 nuove domande di protezione ogni settimana. Il disegno di legge prevede inoltre la sostituzione del Tribunale per i Ricorsi sulla Protezione Internazionale con un nuovo Tribunale per i Ricorsi su Asilo e Rimpatri (TARA), dotato di poteri per accelerare i casi manifestamente infondati.
Le organizzazioni della società civile, tra cui l’Irish Refugee Council, avvertono che il blocco triennale rischia di aggravare problemi di salute mentale e ostacolare l’integrazione, prolungando la separazione familiare. Anche il lobby delle imprese Ibec esprime preoccupazione, temendo che la proposta possa scoraggiare rifugiati altamente qualificati, in particolare nel settore tecnologico, che hanno iniziato a colmare le lacune occupazionali grazie alle attuali regole del permesso Stamp 4.
Per i datori di lavoro, l’impatto più immediato riguarderà la pianificazione della mobilità internazionale per il personale che ha recentemente ottenuto o sta ottenendo lo status di rifugiato. I team HR potrebbero dover rivedere pacchetti di trasferimento, indennità abitative e budget per il supporto sociale, tenendo conto di periodi prolungati di permanenza in stato di single. I consulenti per l’immigrazione raccomandano ai rifugiati già presenti in Irlanda di presentare le domande di ricongiungimento familiare prima che la legge entri in vigore; le clausole transitorie non sono ancora state pubblicate.
Se approvata nei tempi previsti, la nuova normativa entrerà in vigore prima dell’entrata in vigore del Regolamento UE sulle Procedure Comuni, prevista per giugno 2026, collocando l’Irlanda tra i primi Stati membri ad applicare la linea più severa del patto europeo su protezione e rimpatri.
Fonte: The Irish Times
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