
Nel suo primo anno di governo, l’amministrazione Trump ha fatto ampio uso della revoca dei visti come pilastro della sua agenda di “controlli estremi”. Un portavoce del Dipartimento di Stato ha confermato questa settimana che oltre 100.000 visti non immigranti sono stati cancellati tra il 20 gennaio 2025 e il 10 gennaio 2026, superando di gran lunga qualsiasi totale annuale registrato. Il conteggio include circa 8.000 visti per studenti e 2.500 visti di lavoro revocati dopo che i titolari sono stati arrestati per reati che vanno dalla guida in stato di ebbrezza all’aggressione.
Le autorità spiegano che i numeri riflettono una strategia più ampia che considera i benefici dei visti come “privilegi soggetti a revisione continua”. Secondo le nuove direttive, gli uffici consolari condividono in tempo reale i dati sugli arresti con un neocostituito Centro di Controllo Continuo in Virginia. Quando scatta un allarme, gli agenti possono annotare il record del visto nel Database Consolare Consolidato e annullare elettronicamente il documento di ingresso, spesso prima che il viaggiatore ne sia consapevole. Le compagnie aeree vengono quindi informate tramite il Sistema Avanzato di Informazioni Passeggeri (APIS) per negare l’imbarco.
Per le aziende che dipendono da talenti stranieri, la politica introduce un nuovo livello di incertezza. Un ingegnere con visto H-1B che riceve una citazione per un reato minore, ad esempio, potrebbe vedere invalidati sia il visto sia la petizione approvata a metà incarico, costringendo a una partenza improvvisa e a ritardi nei progetti. Anche le università faticano a rassicurare gli studenti internazionali il cui status F-1 è regolare, ma il cui visto d’ingresso è stato revocato per infrazioni minori. Diverse scuole hanno iniziato a consigliare agli studenti di evitare viaggi internazionali durante le vacanze di primavera fino a quando la politica non si stabilizzerà.
Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che le revoche su larga scala possono anche congestionare il lavoro consolare: ogni titolare di visto cancellato deve ripresentare domanda e sostenere un colloquio di persona se vuole rientrare. Ciò potrebbe aggravare le già lunghe attese per appuntamenti in sedi ad alto volume come Mumbai, San Paolo e Pechino. I critici, tra cui l’American Immigration Lawyers Association, accusano l’amministrazione di usare la retorica sulla sicurezza pubblica per perseguire obiettivi ideologici, citando segnalazioni aneddotiche secondo cui alcuni visti per studenti sono stati revocati principalmente per attività pro-Palestina sui social media. Il Dipartimento di Stato insiste che tutte le decisioni sono basate su fatti e legalmente difendibili.
Conclusione pratica: i datori di lavoro dovrebbero integrare il monitoraggio di arresti e citazioni nelle loro checklist di conformità alla mobilità e ricordare ai titolari di visto che anche infrazioni minori possono scatenare una revoca automatica; una consulenza preventiva prima di viaggi internazionali è ora indispensabile.
Le autorità spiegano che i numeri riflettono una strategia più ampia che considera i benefici dei visti come “privilegi soggetti a revisione continua”. Secondo le nuove direttive, gli uffici consolari condividono in tempo reale i dati sugli arresti con un neocostituito Centro di Controllo Continuo in Virginia. Quando scatta un allarme, gli agenti possono annotare il record del visto nel Database Consolare Consolidato e annullare elettronicamente il documento di ingresso, spesso prima che il viaggiatore ne sia consapevole. Le compagnie aeree vengono quindi informate tramite il Sistema Avanzato di Informazioni Passeggeri (APIS) per negare l’imbarco.
Per le aziende che dipendono da talenti stranieri, la politica introduce un nuovo livello di incertezza. Un ingegnere con visto H-1B che riceve una citazione per un reato minore, ad esempio, potrebbe vedere invalidati sia il visto sia la petizione approvata a metà incarico, costringendo a una partenza improvvisa e a ritardi nei progetti. Anche le università faticano a rassicurare gli studenti internazionali il cui status F-1 è regolare, ma il cui visto d’ingresso è stato revocato per infrazioni minori. Diverse scuole hanno iniziato a consigliare agli studenti di evitare viaggi internazionali durante le vacanze di primavera fino a quando la politica non si stabilizzerà.
Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che le revoche su larga scala possono anche congestionare il lavoro consolare: ogni titolare di visto cancellato deve ripresentare domanda e sostenere un colloquio di persona se vuole rientrare. Ciò potrebbe aggravare le già lunghe attese per appuntamenti in sedi ad alto volume come Mumbai, San Paolo e Pechino. I critici, tra cui l’American Immigration Lawyers Association, accusano l’amministrazione di usare la retorica sulla sicurezza pubblica per perseguire obiettivi ideologici, citando segnalazioni aneddotiche secondo cui alcuni visti per studenti sono stati revocati principalmente per attività pro-Palestina sui social media. Il Dipartimento di Stato insiste che tutte le decisioni sono basate su fatti e legalmente difendibili.
Conclusione pratica: i datori di lavoro dovrebbero integrare il monitoraggio di arresti e citazioni nelle loro checklist di conformità alla mobilità e ricordare ai titolari di visto che anche infrazioni minori possono scatenare una revoca automatica; una consulenza preventiva prima di viaggi internazionali è ora indispensabile.
Fonte: Reuters
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