
La chiusura di cinque ore dello spazio aereo iraniano avvenuta nella tarda serata di ieri ha costretto decine di compagnie aeree, tra cui la flydubai con base a Dubai e la Etihad di Abu Dhabi, a deviare o ritardare i voli, evidenziando quanto rapidamente le tensioni geopolitiche possano influenzare i corridoi di viaggio nel Golfo. Il NOTAM (Notice to Air Missions) emesso alle 22:15 GMT ha vietato tutti i sorvoli, salvo quelli con permessi speciali; la restrizione è stata revocata poco prima delle 03:00 GMT, ma molte compagnie hanno continuato a evitare la rotta.
Emirates, che normalmente opera oltre 30 voli al giorno aggirando il sud dell’Iran verso Europa e Americhe, ha confermato di aver “ripianificato proattivamente i percorsi di volo per garantire la sicurezza di equipaggio e passeggeri”, aggiungendo scali tecnici fino a Roma e Atene. Etihad e flydubai hanno adottato misure simili, mentre vettori globali come Lufthansa e Air India hanno annunciato un evitamento a lungo termine degli spazi aerei iraniano e iracheno fino a stabilizzazione della sicurezza.
La società di consulenza Safe Airspace ha avvertito che l’attività di missili e droni “rappresenta un alto rischio di identificazione errata per il traffico civile” — un monito inquietante che richiama il disastro del volo PS752 di Ukraine International Airlines, abbattuto nel 2020. I responsabili dei viaggi aziendali con personale in transito nel Golfo stanno aggiornando rapidamente le linee guida di sicurezza e si preparano a possibili ripercussioni sugli orari e a un aumento dei costi dei biglietti, dovuti a rotte più lunghe e consumi maggiori di carburante.
Nonostante la riapertura dello spazio aereo prima dell’alba, gli analisti prevedono che l’episodio accelererà la tendenza verso una pianificazione dinamica dei voli e potrebbe aumentare la domanda per Dubai e Abu Dhabi come hub per scali tecnici da parte delle compagnie che evitano i cieli iraniani. L’Autorità Generale per l’Aviazione Civile degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato di “monitorare attentamente gli sviluppi” e di fornire indicazioni qualora si verifichino ulteriori chiusure.
Emirates, che normalmente opera oltre 30 voli al giorno aggirando il sud dell’Iran verso Europa e Americhe, ha confermato di aver “ripianificato proattivamente i percorsi di volo per garantire la sicurezza di equipaggio e passeggeri”, aggiungendo scali tecnici fino a Roma e Atene. Etihad e flydubai hanno adottato misure simili, mentre vettori globali come Lufthansa e Air India hanno annunciato un evitamento a lungo termine degli spazi aerei iraniano e iracheno fino a stabilizzazione della sicurezza.
La società di consulenza Safe Airspace ha avvertito che l’attività di missili e droni “rappresenta un alto rischio di identificazione errata per il traffico civile” — un monito inquietante che richiama il disastro del volo PS752 di Ukraine International Airlines, abbattuto nel 2020. I responsabili dei viaggi aziendali con personale in transito nel Golfo stanno aggiornando rapidamente le linee guida di sicurezza e si preparano a possibili ripercussioni sugli orari e a un aumento dei costi dei biglietti, dovuti a rotte più lunghe e consumi maggiori di carburante.
Nonostante la riapertura dello spazio aereo prima dell’alba, gli analisti prevedono che l’episodio accelererà la tendenza verso una pianificazione dinamica dei voli e potrebbe aumentare la domanda per Dubai e Abu Dhabi come hub per scali tecnici da parte delle compagnie che evitano i cieli iraniani. L’Autorità Generale per l’Aviazione Civile degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato di “monitorare attentamente gli sviluppi” e di fornire indicazioni qualora si verifichino ulteriori chiusure.
Fonte: Reuters
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