
La Polizia Federale tedesca (Bundespolizei) ha confermato il 16 gennaio l’invio di ulteriori pattugliatori e squadre di imbarco nel Mar Baltico per monitorare il traffico marittimo, a seguito di rapporti di intelligence su petroliere russe che operano sotto false bandiere o con trasponditori AIS manipolati. Pur non fornendo dettagli operativi, gli esperti di sicurezza marittima sottolineano che questa misura estende di fatto i controlli alle frontiere interne di Schengen alla zona economica esclusiva tedesca.
Le petroliere della cosiddetta “flotta ombra” sono sospettate di aggirare le sanzioni UE sul tetto al prezzo del petrolio tramite trasferimenti nave-nave in acque internazionali. Le pattuglie tedesche si concentrano sulla verifica dei documenti di identità degli equipaggi e sulla registrazione delle chiamate ai porti, elementi che potrebbero supportare future azioni sanzionatorie. Finora nessuna nave è stata sequestrata, ma diverse sono state invitate a cambiare rotta o a fornire documentazione aggiuntiva prima di entrare nei porti tedeschi.
I responsabili della catena di approvvigionamento di raffinerie e impianti chimici tedeschi sono stati invitati a controllare le polizze di carico per garantirne la conformità, poiché i carichi legati a petroliere non verificate potrebbero essere respinti. I broker assicurativi avvertono che le polizze potrebbero non coprire ritardi dovuti ai controlli della polizia di frontiera, anche se non vengono apposti timbri sul passaporto, poiché tali fermate rientrano nelle esclusioni per “azioni governative”.
Per i programmi di mobilità internazionale, l’impatto immediato riguarda gli equipaggi e gli ingegneri di servizio tecnico che si imbarcano nei porti tedeschi: potrebbero essere sottoposti a controlli documentali a campione e devono portare con sé contratti completi e visti. La Bundespolizei ha ribadito che i traghetti passeggeri regolari tra Rostock, Travemünde e le capitali nordiche non sono interessati, ma ha consigliato ai viaggiatori di prevedere tempi supplementari per eventuali controlli a campione.
La sorveglianza marittima rafforzata evidenzia come le tensioni geopolitiche possano tradursi in controlli di frontiera ad hoc, anche all’interno dell’area Schengen, formalmente senza confini.
Le petroliere della cosiddetta “flotta ombra” sono sospettate di aggirare le sanzioni UE sul tetto al prezzo del petrolio tramite trasferimenti nave-nave in acque internazionali. Le pattuglie tedesche si concentrano sulla verifica dei documenti di identità degli equipaggi e sulla registrazione delle chiamate ai porti, elementi che potrebbero supportare future azioni sanzionatorie. Finora nessuna nave è stata sequestrata, ma diverse sono state invitate a cambiare rotta o a fornire documentazione aggiuntiva prima di entrare nei porti tedeschi.
I responsabili della catena di approvvigionamento di raffinerie e impianti chimici tedeschi sono stati invitati a controllare le polizze di carico per garantirne la conformità, poiché i carichi legati a petroliere non verificate potrebbero essere respinti. I broker assicurativi avvertono che le polizze potrebbero non coprire ritardi dovuti ai controlli della polizia di frontiera, anche se non vengono apposti timbri sul passaporto, poiché tali fermate rientrano nelle esclusioni per “azioni governative”.
Per i programmi di mobilità internazionale, l’impatto immediato riguarda gli equipaggi e gli ingegneri di servizio tecnico che si imbarcano nei porti tedeschi: potrebbero essere sottoposti a controlli documentali a campione e devono portare con sé contratti completi e visti. La Bundespolizei ha ribadito che i traghetti passeggeri regolari tra Rostock, Travemünde e le capitali nordiche non sono interessati, ma ha consigliato ai viaggiatori di prevedere tempi supplementari per eventuali controlli a campione.
La sorveglianza marittima rafforzata evidenzia come le tensioni geopolitiche possano tradursi in controlli di frontiera ad hoc, anche all’interno dell’area Schengen, formalmente senza confini.
Fonte: Welt (online)