
La rete aerea tedesca è stata messa in crisi il 14 gennaio a causa di scioperi simultanei indetti dal sindacato pubblico ver.di, che hanno bloccato o fortemente ridotto le operazioni in 13 aeroporti commerciali, tra cui Francoforte, Monaco, Berlino, Amburgo e Düsseldorf. L’associazione aeroportuale ADV ha stimato che oltre 3.400 voli in partenza e arrivo sono stati cancellati, coinvolgendo circa 510.000 viaggiatori.
Ver.di chiede un aumento salariale dell’8% (o almeno 350 euro al mese) per il personale di terra e sicurezza impiegato da enti comunali e fornitori privati. Finora i datori di lavoro hanno offerto incrementi molto inferiori, sostenendo che gli aeroporti stanno ancora recuperando economicamente dalla pandemia. Il prossimo turno di trattative è previsto per il 26 marzo, ma ver.di ha avvertito che potrebbe intensificare le azioni di protesta se le negoziazioni dovessero nuovamente arenarsi.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, gli scioperi hanno interrotto non solo i viaggi di lavoro in uscita, ma anche le missioni in entrata: Lufthansa e i partner della Star Alliance hanno cancellato preventivamente la maggior parte dei voli feeder europei, complicando le coincidenze per i passeggeri dei voli a lungo raggio. Le compagnie hanno riprenotato i viaggiatori dove possibile, ma le code ai call center e sui portali online sono durate ore. Le grandi aziende con team dedicati alla gestione dei viaggi sono riuscite a riorientare i dirigenti su treni o hub vicini come Zurigo e Amsterdam; le PMI hanno invece faticato a trovare soluzioni last minute.
I travel manager dovrebbero consigliare ai dipendenti con voli prenotati nelle prossime 72 ore di monitorare costantemente lo stato dei voli e prevedere tempi di transito più lunghi. Secondo il Regolamento UE 261/2004, i passeggeri hanno diritto a riprotezione o rimborso, ma non a indennizzi, poiché gli scioperi del personale aeroportuale sono considerati “circostanze straordinarie” fuori dal controllo delle compagnie aeree.
Sul lungo termine, le organizzazioni potrebbero voler rivedere i propri protocolli di duty of care: ver.di ha lasciato intendere che uno sciopero coordinato nel settore pubblico potrebbe coinvolgere treni, trasporti municipali e uffici immigrazione nel corso del trimestre, aumentando il rischio di disagi multimodali.
Ver.di chiede un aumento salariale dell’8% (o almeno 350 euro al mese) per il personale di terra e sicurezza impiegato da enti comunali e fornitori privati. Finora i datori di lavoro hanno offerto incrementi molto inferiori, sostenendo che gli aeroporti stanno ancora recuperando economicamente dalla pandemia. Il prossimo turno di trattative è previsto per il 26 marzo, ma ver.di ha avvertito che potrebbe intensificare le azioni di protesta se le negoziazioni dovessero nuovamente arenarsi.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, gli scioperi hanno interrotto non solo i viaggi di lavoro in uscita, ma anche le missioni in entrata: Lufthansa e i partner della Star Alliance hanno cancellato preventivamente la maggior parte dei voli feeder europei, complicando le coincidenze per i passeggeri dei voli a lungo raggio. Le compagnie hanno riprenotato i viaggiatori dove possibile, ma le code ai call center e sui portali online sono durate ore. Le grandi aziende con team dedicati alla gestione dei viaggi sono riuscite a riorientare i dirigenti su treni o hub vicini come Zurigo e Amsterdam; le PMI hanno invece faticato a trovare soluzioni last minute.
I travel manager dovrebbero consigliare ai dipendenti con voli prenotati nelle prossime 72 ore di monitorare costantemente lo stato dei voli e prevedere tempi di transito più lunghi. Secondo il Regolamento UE 261/2004, i passeggeri hanno diritto a riprotezione o rimborso, ma non a indennizzi, poiché gli scioperi del personale aeroportuale sono considerati “circostanze straordinarie” fuori dal controllo delle compagnie aeree.
Sul lungo termine, le organizzazioni potrebbero voler rivedere i propri protocolli di duty of care: ver.di ha lasciato intendere che uno sciopero coordinato nel settore pubblico potrebbe coinvolgere treni, trasporti municipali e uffici immigrazione nel corso del trimestre, aumentando il rischio di disagi multimodali.
Fonte: Anadolu Agency
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