
Il Ministero dell'Interno spagnolo ha pubblicato il primo report sull'immigrazione del 2026, confermando che tra il 1° e il 15 gennaio solo 1.370 persone sono arrivate irregolarmente in territorio spagnolo, rispetto alle 3.460 dello stesso periodo dell’anno precedente. Gli sbarchi via mare sono diminuiti ancora più drasticamente, con un calo del 65% a 1.194 persone su 27 imbarcazioni, mentre gli ingressi via terra attraverso Ceuta e Melilla sono saliti a 176 individui. Le autorità attribuiscono questo calo a condizioni più calme dell’Atlantico e a un’intensificazione dei controlli invernali da parte delle pattuglie mauritane e senegalesi.(europapress.es)
I dati segnano un netto cambiamento rispetto al 2025, quando i flussi senza precedenti lungo la “Rotta delle Canarie” avevano messo sotto pressione i centri di accoglienza di Gran Canaria e Tenerife. Nei primi giorni di gennaio la guardia costiera ha intercettato ancora due grandi cayucos, uno con 143 passeggeri e una vittima, ma la rotta è risultata complessivamente più tranquilla. I decisori politici ritengono che l’accordo bilaterale di rimpatrio con la Mauritania e il nuovo dispiegamento rapido di Frontex stiano iniziando a dare risultati.(heraldo.es)
Per i team di mobilità aziendale, il calo netto riduce la pressione sui voli nazionali a corto raggio, spesso utilizzati per trasferimenti umanitari, e libera camere d’albergo nei pressi dei principali porti di ingresso. Tuttavia, il Ministero dell’Interno avverte che l’aumento del 156% degli arrivi nella Penisola potrebbe spostare il carico operativo verso le stazioni di polizia e le ONG del territorio continentale. Le aziende che trasferiscono personale a Barcellona o Valencia potrebbero quindi continuare a registrare tempi di attesa prolungati per appuntamenti per il NIE e il rilascio delle carte di soggiorno.
Il governo di coalizione spagnolo prevede di anticipare ulteriori riforme sulla mobilità lavorativa in primavera, tra cui una gestione più rapida dei permessi stagionali (programma GECCO) e un progetto pilota di “corridoi migratori” per cittadini dell’Africa occidentale. I team HR aziendali dovrebbero aggiornare i manuali di compliance interna per riflettere il nuovo scenario di rischio: sebbene i flussi complessivi siano in calo, gli ingressi via terra a Ceuta e Melilla sono in aumento e potrebbero causare chiusure temporanee delle frontiere con impatti sul traffico merci. Il prossimo report ministeriale sull’immigrazione sarà pubblicato il 1° febbraio.
I dati segnano un netto cambiamento rispetto al 2025, quando i flussi senza precedenti lungo la “Rotta delle Canarie” avevano messo sotto pressione i centri di accoglienza di Gran Canaria e Tenerife. Nei primi giorni di gennaio la guardia costiera ha intercettato ancora due grandi cayucos, uno con 143 passeggeri e una vittima, ma la rotta è risultata complessivamente più tranquilla. I decisori politici ritengono che l’accordo bilaterale di rimpatrio con la Mauritania e il nuovo dispiegamento rapido di Frontex stiano iniziando a dare risultati.(heraldo.es)
Per i team di mobilità aziendale, il calo netto riduce la pressione sui voli nazionali a corto raggio, spesso utilizzati per trasferimenti umanitari, e libera camere d’albergo nei pressi dei principali porti di ingresso. Tuttavia, il Ministero dell’Interno avverte che l’aumento del 156% degli arrivi nella Penisola potrebbe spostare il carico operativo verso le stazioni di polizia e le ONG del territorio continentale. Le aziende che trasferiscono personale a Barcellona o Valencia potrebbero quindi continuare a registrare tempi di attesa prolungati per appuntamenti per il NIE e il rilascio delle carte di soggiorno.
Il governo di coalizione spagnolo prevede di anticipare ulteriori riforme sulla mobilità lavorativa in primavera, tra cui una gestione più rapida dei permessi stagionali (programma GECCO) e un progetto pilota di “corridoi migratori” per cittadini dell’Africa occidentale. I team HR aziendali dovrebbero aggiornare i manuali di compliance interna per riflettere il nuovo scenario di rischio: sebbene i flussi complessivi siano in calo, gli ingressi via terra a Ceuta e Melilla sono in aumento e potrebbero causare chiusure temporanee delle frontiere con impatti sul traffico merci. Il prossimo report ministeriale sull’immigrazione sarà pubblicato il 1° febbraio.
Fonte: Europa Press
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