
L’operatore aeroportuale spagnolo Aena annuncia che porterà in tribunale l’Agenzia spagnola per la protezione dei dati (AEPD) dopo che il regolatore ha inflitto una multa di 10.043.002 euro per l’installazione di varchi di imbarco con riconoscimento facciale senza una Valutazione d’Impatto sulla Protezione dei Dati (DPIA) conforme. La sanzione, pubblicata il 18 gennaio 2026, impone inoltre ad Aena di sospendere il trattamento biometrico finché non saranno colmate le lacune riscontrate.
Aena sostiene che i modelli facciali dei passeggeri sono criptati, memorizzati localmente sui dispositivi e cancellati dopo l’imbarco, affermando che la sua DPIA rispetta le linee guida UE. L’azienda accusa l’AEPD di aver puntato su carenze formali piuttosto che su violazioni concrete della privacy: non è stata segnalata alcuna fuga di dati da quando, nel 2023, sono iniziati i test a Madrid-Barajas, Barcellona-El Prat, Palma di Maiorca e Minorca.
La disputa legale ha ripercussioni operative immediate. A Barajas il riconoscimento facciale è attualmente utilizzato per 32 partenze giornaliere di Iberia e Air Europa; i varchi elettronici torneranno al controllo manuale dei documenti, con un possibile aumento di 5-7 minuti per passeggero nelle ore di punta mattutine. Le compagnie aeree stanno avvisando i clienti delle cabine premium di presentarsi in anticipo, mentre i gestori a terra si affrettano a riorganizzare il personale.
Dal punto di vista delle politiche di mobilità, il caso evidenzia le difficoltà di conformità legate alle soluzioni biometriche, su cui molte aziende puntano per snellire i flussi passeggeri post-EES. I travel manager dovrebbero monitorare l’evoluzione del ricorso, rivedere le DPIA dei fornitori e assicurarsi che i moduli di consenso dei viaggiatori rispettino gli standard GDPR. Gli esperti di privacy avvertono che, se confermata, la sentenza potrebbe fare da precedente in tutta Europa, costringendo altri operatori aeroportuali a sospendere o rivedere progetti simili.
Aena ha 30 giorni per presentare ricorso presso l’Audiencia Nacional spagnola. Gli osservatori prevedono una battaglia legale lunga, che potrebbe protrarsi fino al 2027, sovrapponendosi al lancio completo di ETIAS.
Aena sostiene che i modelli facciali dei passeggeri sono criptati, memorizzati localmente sui dispositivi e cancellati dopo l’imbarco, affermando che la sua DPIA rispetta le linee guida UE. L’azienda accusa l’AEPD di aver puntato su carenze formali piuttosto che su violazioni concrete della privacy: non è stata segnalata alcuna fuga di dati da quando, nel 2023, sono iniziati i test a Madrid-Barajas, Barcellona-El Prat, Palma di Maiorca e Minorca.
La disputa legale ha ripercussioni operative immediate. A Barajas il riconoscimento facciale è attualmente utilizzato per 32 partenze giornaliere di Iberia e Air Europa; i varchi elettronici torneranno al controllo manuale dei documenti, con un possibile aumento di 5-7 minuti per passeggero nelle ore di punta mattutine. Le compagnie aeree stanno avvisando i clienti delle cabine premium di presentarsi in anticipo, mentre i gestori a terra si affrettano a riorganizzare il personale.
Dal punto di vista delle politiche di mobilità, il caso evidenzia le difficoltà di conformità legate alle soluzioni biometriche, su cui molte aziende puntano per snellire i flussi passeggeri post-EES. I travel manager dovrebbero monitorare l’evoluzione del ricorso, rivedere le DPIA dei fornitori e assicurarsi che i moduli di consenso dei viaggiatori rispettino gli standard GDPR. Gli esperti di privacy avvertono che, se confermata, la sentenza potrebbe fare da precedente in tutta Europa, costringendo altri operatori aeroportuali a sospendere o rivedere progetti simili.
Aena ha 30 giorni per presentare ricorso presso l’Audiencia Nacional spagnola. Gli osservatori prevedono una battaglia legale lunga, che potrebbe protrarsi fino al 2027, sovrapponendosi al lancio completo di ETIAS.
Fonte: Spain in English