
Una tempesta invernale veloce che ha colpito il Nord-Est degli Stati Uniti il 18 gennaio ha causato gravi disagi nei tre principali aeroporti della regione, mettendo in luce la fragilità dei programmi aerei post-festivi. Entro domenica sera, JFK ha registrato 124 cancellazioni e 193 ritardi, LaGuardia 112 cancellazioni e 131 ritardi, Newark Liberty 14 cancellazioni e 251 ritardi, secondo i dati degli aeroporti e della FAA. A livello nazionale, quasi 4.000 voli sono stati ritardati e 438 cancellati.
Nonostante le nevicate a New York City siano state relativamente contenute, tra 6 e 10 cm, i forti venti, le basse coperture nuvolose e le limitazioni nelle operazioni a terra hanno costretto le compagnie a rallentare le attività. La FAA ha attivato programmi di ritardo a terra che hanno portato a una media di 49 minuti di attesa per gli arrivi, obbligando le compagnie a ridurre i voli per mantenere la distanza di sicurezza. Le compagnie hanno concesso esenzioni dalle penali per il cambio di prenotazione, ma molti passeggeri hanno comunque dovuto trascorrere la notte in aeroporto o affrontare costi elevati per hotel last minute.
La tempesta evidenzia la persistente carenza di personale nelle squadre di rampa e di sghiacciamento, un effetto residuo dei licenziamenti e dell’alto turnover durante la pandemia. I viaggiatori d’affari diretti a riunioni di lunedì dovrebbero prevedere margini di sicurezza, mentre i responsabili della mobilità che gestiscono trasferimenti di personale o talenti critici nella regione sono invitati a monitorare gli avvisi FAA (OIS) e a utilizzare biglietti flessibili.
Anche i fornitori logistici hanno risentito della situazione: FedEx e UPS hanno emesso allerte di impatto sui servizi di spedizione espressa, con possibili ritardi nella consegna di documenti per l’immigrazione e pratiche aziendali urgenti. I meteorologi avvertono che una seconda ondata artica potrebbe ricongelare il fango sciolto, prolungando le operazioni di sgombero delle piste fino a metà settimana.
Nonostante le nevicate a New York City siano state relativamente contenute, tra 6 e 10 cm, i forti venti, le basse coperture nuvolose e le limitazioni nelle operazioni a terra hanno costretto le compagnie a rallentare le attività. La FAA ha attivato programmi di ritardo a terra che hanno portato a una media di 49 minuti di attesa per gli arrivi, obbligando le compagnie a ridurre i voli per mantenere la distanza di sicurezza. Le compagnie hanno concesso esenzioni dalle penali per il cambio di prenotazione, ma molti passeggeri hanno comunque dovuto trascorrere la notte in aeroporto o affrontare costi elevati per hotel last minute.
La tempesta evidenzia la persistente carenza di personale nelle squadre di rampa e di sghiacciamento, un effetto residuo dei licenziamenti e dell’alto turnover durante la pandemia. I viaggiatori d’affari diretti a riunioni di lunedì dovrebbero prevedere margini di sicurezza, mentre i responsabili della mobilità che gestiscono trasferimenti di personale o talenti critici nella regione sono invitati a monitorare gli avvisi FAA (OIS) e a utilizzare biglietti flessibili.
Anche i fornitori logistici hanno risentito della situazione: FedEx e UPS hanno emesso allerte di impatto sui servizi di spedizione espressa, con possibili ritardi nella consegna di documenti per l’immigrazione e pratiche aziendali urgenti. I meteorologi avvertono che una seconda ondata artica potrebbe ricongelare il fango sciolto, prolungando le operazioni di sgombero delle piste fino a metà settimana.
Fonte: New York Post
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