
La Transportation Security Administration ha confermato che, a partire dal 1° febbraio 2026, i passeggeri che si presenteranno ai controlli aeroportuali negli Stati Uniti senza una patente conforme al REAL ID o un altro documento d’identità accettabile dovranno pagare una tassa di 45 dollari per il servizio “ConfirmID”.
Il nuovo programma, annunciato il 18 gennaio e sperimentato inizialmente negli aeroporti Bush Intercontinental di Houston e Dallas–Fort Worth, prevede una verifica d’identità potenziata tramite database sicuri e tecnologia di riconoscimento facciale. La tassa trasferisce il costo aggiuntivo dai contribuenti ai viaggiatori non conformi ed è pagabile online in anticipo o direttamente in aeroporto con carta di credito. Chi non potrà o non vorrà pagare sarà escluso dall’area sterile. La TSA stima che circa il 6% dei residenti statunitensi (circa 15 milioni di persone) non abbia ancora un REAL ID, nonostante la diffusione iniziata nel 2016.
La misura arriva mentre il Dipartimento per la Sicurezza Interna si prepara a far rispettare pienamente il REAL ID Act per i voli nazionali dal 7 maggio 2025 e per l’accesso alle strutture federali dal 1° gennaio 2026. Le compagnie aeree avevano chiesto un deterrente economico per evitare rallentamenti dell’ultimo minuto ai controlli, che causano ritardi a catena nelle partenze. La TSA avverte che il controllo ConfirmID potrebbe aggiungere fino a 30 minuti per passeggero, aumentando il rischio di perdere coincidenze nei periodi di punta.
I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero verificare che le patenti dei dipendenti riportino la stella richiesta (dorata o nera, a seconda dello stato di emissione). Le aziende con molti viaggiatori potrebbero considerare audit interni o organizzare cliniche DMV in loco per aggiornare i documenti prima dell’entrata in vigore della tassa. I lavoratori internazionali che usano passaporti stranieri per voli nazionali non saranno interessati, purché i passaporti siano validi e in loro possesso.
Gruppi per le libertà civili hanno sollevato dubbi sull’equità della tassa, avvertendo che potrebbe colpire in modo sproporzionato i viaggiatori a basso reddito e creare barriere di fatto alla mobilità interna. La TSA risponde che la diffusione del REAL ID è stata ampiamente pubblicizzata da oltre un decennio e che saranno previste esenzioni per passeggeri indigenti documentati in “circostanze straordinarie”.
Il nuovo programma, annunciato il 18 gennaio e sperimentato inizialmente negli aeroporti Bush Intercontinental di Houston e Dallas–Fort Worth, prevede una verifica d’identità potenziata tramite database sicuri e tecnologia di riconoscimento facciale. La tassa trasferisce il costo aggiuntivo dai contribuenti ai viaggiatori non conformi ed è pagabile online in anticipo o direttamente in aeroporto con carta di credito. Chi non potrà o non vorrà pagare sarà escluso dall’area sterile. La TSA stima che circa il 6% dei residenti statunitensi (circa 15 milioni di persone) non abbia ancora un REAL ID, nonostante la diffusione iniziata nel 2016.
La misura arriva mentre il Dipartimento per la Sicurezza Interna si prepara a far rispettare pienamente il REAL ID Act per i voli nazionali dal 7 maggio 2025 e per l’accesso alle strutture federali dal 1° gennaio 2026. Le compagnie aeree avevano chiesto un deterrente economico per evitare rallentamenti dell’ultimo minuto ai controlli, che causano ritardi a catena nelle partenze. La TSA avverte che il controllo ConfirmID potrebbe aggiungere fino a 30 minuti per passeggero, aumentando il rischio di perdere coincidenze nei periodi di punta.
I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero verificare che le patenti dei dipendenti riportino la stella richiesta (dorata o nera, a seconda dello stato di emissione). Le aziende con molti viaggiatori potrebbero considerare audit interni o organizzare cliniche DMV in loco per aggiornare i documenti prima dell’entrata in vigore della tassa. I lavoratori internazionali che usano passaporti stranieri per voli nazionali non saranno interessati, purché i passaporti siano validi e in loro possesso.
Gruppi per le libertà civili hanno sollevato dubbi sull’equità della tassa, avvertendo che potrebbe colpire in modo sproporzionato i viaggiatori a basso reddito e creare barriere di fatto alla mobilità interna. La TSA risponde che la diffusione del REAL ID è stata ampiamente pubblicizzata da oltre un decennio e che saranno previste esenzioni per passeggeri indigenti documentati in “circostanze straordinarie”.
Fonte: Houston Chronicle
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