
I viaggi degli indiani verso la Cina stanno riprendendo con forza grazie all’aumento della capacità aerea: il nuovo volo Delhi-Guangzhou di IndiGo, la ripresa della frequenza Shanghai di Air India e la spinta promozionale di China Eastern hanno fatto calare i prezzi medi del 18% da ottobre. Tuttavia, gli operatori del settore avvertono che le nuove regole sui visti introdotte a dicembre 2025 stanno creando un collo di bottiglia imprevisto.
Secondo il nuovo procedimento, i richiedenti devono prima caricare copie digitali di passaporti, foto e documenti di supporto su un portale online e attendere l’approvazione elettronica prima di consegnare i documenti cartacei ai Centri per la richiesta del visto cinese. La società di tecnologia per i viaggi Atlys segnala che questo passaggio ha allungato i tempi di elaborazione da 4-5 a 10-15 giorni lavorativi, mentre i rifiuti preliminari, spesso per piccole discrepanze nei documenti, sono aumentati. Il CEO Mohak Nahta ha dichiarato a The Economic Times che a dicembre il tasso di rifiuto nel settore ha raggiunto il 40%, principalmente a causa di un controllo più rigoroso sui saldi bancari e sull’autenticità degli itinerari.
Gli operatori turistici temono che questo rallentamento fermi la crescita dell’interesse per il turismo leisure, che si sta espandendo oltre il “triangolo d’oro” Pechino-Shanghai-Xi’an verso Chengdu, Chongqing e le crociere sul Fiume Yangtze. Anche i responsabili dei viaggi aziendali stanno cercando di riprogrammare le trasferte, spostando alcune riunioni a Hong Kong o Bangkok in attesa dei visti. A differenza dei sistemi di e-Visa o visto all’arrivo adottati dall’India per molti paesi, la Cina richiede ancora la raccolta biometrica in presenza per la maggior parte delle nazionalità, un problema per i manager con poco tempo a disposizione.
Per i professionisti della mobilità, la parola d’ordine è gestire le aspettative. Gli esperti consigliano di prevedere un margine minimo di 15 giorni nei piani di viaggio, di controllare preventivamente gli estratti conto per assicurarsi di avere il saldo medio richiesto di ₹100.000 e di verificare che le lettere di invito corrispondano esattamente ai dati del passaporto. Le aziende che inviano tecnici o formatori con visti M dovrebbero considerare l’opzione del visto multiplo quinquennale, recentemente sperimentata a Shanghai, Jiangsu e Liaoning, che può ridurre i disagi delle richieste ripetute una volta superato il primo ostacolo.
Sebbene alcune società di consulenza prevedano che le difficoltà iniziali si attenueranno entro il secondo trimestre, altre ritengono che la mossa di Pechino segnali una tendenza più ampia verso il pre-screening digitale e la condivisione dei dati tra ambasciate e agenzie di sicurezza interne, il che significa che gli standard documentali difficilmente si allenteranno a breve. Un aspetto positivo è che, una volta ottenuta l’approvazione online, gli appuntamenti in presenza risultano più rapidi, poiché il personale dei centri di richiesta può scansionare i codici QR anziché inserire manualmente i dati.
Secondo il nuovo procedimento, i richiedenti devono prima caricare copie digitali di passaporti, foto e documenti di supporto su un portale online e attendere l’approvazione elettronica prima di consegnare i documenti cartacei ai Centri per la richiesta del visto cinese. La società di tecnologia per i viaggi Atlys segnala che questo passaggio ha allungato i tempi di elaborazione da 4-5 a 10-15 giorni lavorativi, mentre i rifiuti preliminari, spesso per piccole discrepanze nei documenti, sono aumentati. Il CEO Mohak Nahta ha dichiarato a The Economic Times che a dicembre il tasso di rifiuto nel settore ha raggiunto il 40%, principalmente a causa di un controllo più rigoroso sui saldi bancari e sull’autenticità degli itinerari.
Gli operatori turistici temono che questo rallentamento fermi la crescita dell’interesse per il turismo leisure, che si sta espandendo oltre il “triangolo d’oro” Pechino-Shanghai-Xi’an verso Chengdu, Chongqing e le crociere sul Fiume Yangtze. Anche i responsabili dei viaggi aziendali stanno cercando di riprogrammare le trasferte, spostando alcune riunioni a Hong Kong o Bangkok in attesa dei visti. A differenza dei sistemi di e-Visa o visto all’arrivo adottati dall’India per molti paesi, la Cina richiede ancora la raccolta biometrica in presenza per la maggior parte delle nazionalità, un problema per i manager con poco tempo a disposizione.
Per i professionisti della mobilità, la parola d’ordine è gestire le aspettative. Gli esperti consigliano di prevedere un margine minimo di 15 giorni nei piani di viaggio, di controllare preventivamente gli estratti conto per assicurarsi di avere il saldo medio richiesto di ₹100.000 e di verificare che le lettere di invito corrispondano esattamente ai dati del passaporto. Le aziende che inviano tecnici o formatori con visti M dovrebbero considerare l’opzione del visto multiplo quinquennale, recentemente sperimentata a Shanghai, Jiangsu e Liaoning, che può ridurre i disagi delle richieste ripetute una volta superato il primo ostacolo.
Sebbene alcune società di consulenza prevedano che le difficoltà iniziali si attenueranno entro il secondo trimestre, altre ritengono che la mossa di Pechino segnali una tendenza più ampia verso il pre-screening digitale e la condivisione dei dati tra ambasciate e agenzie di sicurezza interne, il che significa che gli standard documentali difficilmente si allenteranno a breve. Un aspetto positivo è che, una volta ottenuta l’approvazione online, gli appuntamenti in presenza risultano più rapidi, poiché il personale dei centri di richiesta può scansionare i codici QR anziché inserire manualmente i dati.
Fonte: The Economic Times
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