
Parlando con i giornalisti dopo il Consiglio informale UE Giustizia e Affari Interni a Nicosia, il Commissario europeo per gli Affari Interni e la Migrazione, Magnus Brunner, ha rilasciato la sua dichiarazione più chiara finora: Cipro potrebbe entrare nell’area Schengen nel 2026, nonostante la sua particolare situazione della “Linea Verde”. Brunner ha elogiato i progressi tecnici di Nicosia — dai varchi biometrici negli aeroporti internazionali ai collegamenti in tempo reale con il Sistema d’Informazione Schengen — e ha assicurato che il prossimo rapporto di valutazione “rifletterà le realtà eccezionali dell’isola senza abbassare gli standard di sicurezza”.
Cipro resta l’unico Stato membro UE (a parte l’Irlanda con opt-out) fuori da Schengen, principalmente a causa della zona cuscinetto pattugliata dall’ONU che separa la Repubblica dal nord. I critici temono che l’adesione possa trasformare involontariamente la Linea Verde in un confine esterno rigido. Il Vice Ministro per la Migrazione, Nikolas Ioannides, ha respinto questa preoccupazione, sottolineando che il Regolamento sulla Linea Verde consente già a Cipro di effettuare controlli proporzionati senza modificare il suo status giuridico.
Brunner ha risposto anche a domande sui rimpatri verso Siria e Afghanistan, evidenziando i “cambiamenti nelle circostanze” in alcune zone della Siria e promettendo una cooperazione più stretta con i Paesi d’origine. Ha rivelato che sono stati stanziati 620 milioni di euro per programmi di rimpatrio e reintegrazione nel biennio 2026-27, con Frontex che ha facilitato quasi 10.000 rimpatri volontari in tutta l’Unione lo scorso anno.
Per le multinazionali che utilizzano Cipro come hub regionale, l’ingresso in Schengen eliminerebbe i controlli passaporti sui voli verso l’Europa continentale, ridurrebbe i tempi di notifica per i lavoratori distaccati e semplificherebbe l’invio di tecnici secondo la Direttiva ICT. Tuttavia, le aziende devono prepararsi a un periodo di transizione in cui la Linea Verde vedrà più, non meno, controlli a campione, mentre le autorità cercano di rassicurare gli altri Stati membri sul controllo dei movimenti secondari.
Cipro resta l’unico Stato membro UE (a parte l’Irlanda con opt-out) fuori da Schengen, principalmente a causa della zona cuscinetto pattugliata dall’ONU che separa la Repubblica dal nord. I critici temono che l’adesione possa trasformare involontariamente la Linea Verde in un confine esterno rigido. Il Vice Ministro per la Migrazione, Nikolas Ioannides, ha respinto questa preoccupazione, sottolineando che il Regolamento sulla Linea Verde consente già a Cipro di effettuare controlli proporzionati senza modificare il suo status giuridico.
Brunner ha risposto anche a domande sui rimpatri verso Siria e Afghanistan, evidenziando i “cambiamenti nelle circostanze” in alcune zone della Siria e promettendo una cooperazione più stretta con i Paesi d’origine. Ha rivelato che sono stati stanziati 620 milioni di euro per programmi di rimpatrio e reintegrazione nel biennio 2026-27, con Frontex che ha facilitato quasi 10.000 rimpatri volontari in tutta l’Unione lo scorso anno.
Per le multinazionali che utilizzano Cipro come hub regionale, l’ingresso in Schengen eliminerebbe i controlli passaporti sui voli verso l’Europa continentale, ridurrebbe i tempi di notifica per i lavoratori distaccati e semplificherebbe l’invio di tecnici secondo la Direttiva ICT. Tuttavia, le aziende devono prepararsi a un periodo di transizione in cui la Linea Verde vedrà più, non meno, controlli a campione, mentre le autorità cercano di rassicurare gli altri Stati membri sul controllo dei movimenti secondari.
Fonte: Cyprus Business News (CBN)
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